Utilizzare il pannolino di cotone, invece che quello usa e getta, non è un ritorno al passato, ma una scelta ecologicamente responsabile, e meno scomoda di quanto non si possa credere.

A sostenerlo è l’Associazione Eva, nonché le 92 mamme che hanno aderito con soddisfazione al progetto “Pannolino Amico“.

Prima di capire di cosa si tratta vi avviso: l’argomento in questione, a dispetto delle sue apparenze, è in realtà un serio tema di ecologia; i pannolini utilizzati mediamente nell’arco di un anno per un bimbo si trasformano in circa 240 Kg di rifiuti domestici, che per essere smaltiti hanno bisogno di un terreno intorno ai 30mila ettari.

Questi, almeno, sono i dati riportati da un articolo pubblicato sul quotidiano La Repubblica, in cui si annoverano, tra le sostenitrici dell’eco-pannolino (per intenderci, un pannolino in cotone, e dunque lavabile, quello, insomma, che hanno portato le nostre nonne) anche la conduttrice televisiva e radiofonica Paola Maugeri, che non a caso parteciperà anche al vertice di Copenaghen sull’ambiente nelle vesti ambasciatrice della campagna della Commissione Europea “Play to stop: Europe for climate“.

Ma veniamo al contenuto dell’iniziativa, che ha come epicentro il paese di Concesio, nel bresciano: tutte le mamme che partecipano all’iniziativa (attualmente sono 92) ricevono un kit di tre mutandine e 24 pannolini in cotone, lavabili e riutilizzabili. Il tutto gratuitamente, perché l’iniziativa è sponsorizzata dal comune che ha appositamente stanziato ben 23mila euro.

Il risparmio c’è senz’altro, visto che nell’arco dei tre anni in cui il neonato utilizza il pannolino le famiglie spendono migliaia di euro nell’acquisto di quelli usa e getta.

Ma come la mettiamo con l’indubbia praticità dei pannolini moderni? Le mamme intervistate nell’articolo affermano che, nonostante le loro stesse perplessità iniziali, si sono convinte che in realtà sia più difficile a dirsi che a farsi.

Ho calcolato che servono 20 minuti alla settimana, tre minuti al giorno

ha dichiarato una delle seguaci dell’eco-pannolino intervistata dalla giornalista di Repubblica.

Ora, va bene il risparmio, e va più che bene l’intento di salvaguardare l’ambiente, ma veramente in tre minuti al giorno si riesce a cambiare il pupo (che magari si sporca anche più di una volta al giorno) pulirlo e mettere il pannolino di cotone in lavatrice?

Io non sono un’esperta, ma i conti non mi tornano… Voi, che ne pensate? Se il Comune nel quale abitate promuovesse un’iniziativa di questo tipo, aderireste?

Perché in effetti Concesio non è l’unico esempio: iniziative simili sono partite anche nelle province di Reggio Emilia, Modena, Caserta, Napoli.

Meglio, allora, tornare ai metodi naturali di un tempo?