Sono passati circa dieci anni di storia cinematografica da quando il piccolo Harry Potter acquistava la sua bacchetta magica dal Signor Olivander: a luglio 2011 si è finalmente chiusa la saga di film tratti dal genio letterario di Joanne K. Rowling, con la seconda parte del film “Harry Potter e i Doni della Morte“.

L’evoluzione cinematografica di {#Harry Potter} nell’arco di dieci anni è stata stupefacente: da semplice film per bambini a film d’azione fantastico, passando per il genere giallo. Insomma, la saga del maghetto con la cicatrice a forma di saetta sembra essere stata pensata per crescere insieme ai piccoli spettatori.

Galleria di immagini: Harry Potter, la saga

Il primo film, dall’omonimo romanzo “Harry Potter e la pietra filosofale” ha lanciato il giovane Daniel Radcliffe in quella che sarebbe stata la sua fortuna cinematografica: grossi occhiali da vista, espressione timida e grandi occhi blu: era proprio così che il pubblico immaginava il maghetto Harry Potter. Insieme a lui, Rupert Grint ed Emma Watson, rispettivamente Ron Weasley e Hermione Granger, diretti da Chris Columbus per impressionare il pubblico in sala.

La regia di Columbus, famoso per aver diretto “Mamma ho perso l’aereo”, aveva un taglio molto semplice per impressionare più i bambini che gli adulti. Successivamente, Columbus decise di coinvolgere anche i più grandi nel suo “Harry Potter e la camera dei segreti“, giocando sulla trama del secondo romanzo della Rowling.

Il secondo film della saga cinematografica, nonostante il successo, lasciò l’amaro in bocca ai fan della scuola di Hogwarts: nel 2002 morì Richard Harris, l’attore che fino a quel momento aveva interpretato il ruolo del Preside Albus Silente. A rimpiazzarlo nelle successive pellicole fu Michael Gambon, che dopo un leggero imbarazzo iniziale è riuscito a farsi accettare dal pubblico.

Oltre al cambio di guardia alla presidenza della Scuola di Magia, il terzo film cambiò anche regia: “Harry Potter e il prigioniero di Azkaban” fu diretto da Alfonso Cuaron, il quale scelse il grande Gary Oldman per interpretare Sirius Black, il padrino di Harry.

Nel terzo film si decise di puntare un po’ di più sull’utilizzo di effetti speciali, senza però distogliere l’attenzione dello spettatore dalla storia: tale esperimento fu poi ripetuto nel quarto film “Harry Potter e il calice di fuoco“, specie nello scontro tra Harry e Lord Voldemort, interpretato da Ralph Fiennes. È degna di nota l’interpretazione di Robert Pattinson che, prima di diventare un vampiro “luccicante” in “Twilight“, interpretava il maghetto Cedric Diggory, assassinato nel quarto film.

Per il regista David Yates non è stato facile competere con il lavoro dei suoi predecessori: dovendo realizzare scontri e duelli di magia per gli ultimi tre episodi della saga, la sua versione di Harry Potter è stata la più spettacolare per quanto riguarda gli effetti speciali.

Per evitare tagli eccessivi all’ultimo romanzo della Rowling, Yates ha deciso di spezzare la rappresentazione cinematografica ispirata al settimo libro in due film, tenendo il pubblico con il fiato sospeso per circa 8 mesi. Ma a rendere grande l’ultimo capitolo della saga è stata la bravura dei piccoli attori, ormai diventati uomini e donne, e dei grandi attori del calibro di Alan Rickman, Maggie Smith e Helena Bonham Carter.

Ed ora la Rowling ha smesso di raccontare al pubblico le avventure di Harry Potter nel suo mondo moderno della magia, chi sarà il prossimo eroe del grande schermo con tanti film alle spalle e il tutto esaurito ai botteghini?