Mare cristallino, spiagge assolate dove crogiolarsi al sole, vita notturna movimentata lungo la costa. La Sardegna è tutto questo, ma non solo, e il periodo che coincide con il week end di Pasqua può essere l’occasione ideale per visitare l’isola in modo alternativo.

La maggior parte delle risorse interne della Sardegna è sconosciuta anche a chi è solito trascorrervi le vacanze estive, tuttavia questo territorio offre tutta una serie di possibili itinerari per scoprire le bellezze storiche e archeologiche.

Galleria di immagini: Sardegna archeologica

Si parla delle testimonianze frutto delle popolazioni antiche, architetture sorprendenti e inedite lasciate dalle culture millenarie e visitabili ancora oggi. Nuraghi, Tombe dei Giganti, Dolmen e Menir, sono senza dubbio strutture epocali di grande fascino e impatto visivo.

Tutte le province sarde sono disseminate di siti archeologici importanti, alcuni dei quali sembrano antichi villaggi intatti e ricchi di storia. Partendo dai Nuraghi, le caratteristiche architetture a forma di torre composte da serie infinite di grandi pietre squadrate, possono essere definiti quasi un tratto distintivo dell’isola.

Sono strutture circolari complesse, spesso a più piani collegati tra loro e circondati da torri minori, disposte intorno all’edifico centrale e unite attraverso lunghe murature. Nella provincia di Sassari, ad esempio, è possibile visitare il complesso nuragico di “Santu Antine“, nei pressi di Torralba, uno dei più imponenti siti di tutta la Sardegna.

Spostandosi verso Nuoro, invece, troviamo una delle più straordinarie testimonianze della religiosità e dell’architettura risalente all’epoca nuragica. Si tratta del pozzo sacro denominato “Su Tempiesu“, una delle tante strutture analoghe sorte nell’isola in prossimità di una fonte e luoghi prediletti per praticare il culto delle acque.

Nelle vicinanze di Oristano si trova invece l’antico insediamento di Tharros, fondato a opera delle popolazioni fenicie alla fine del VIII Secolo A.C. Il villaggio conserva le due necropoli e il santuario “Tofet”, luogo usato per cremare i bambini morti da piccolissimi.

Sempre nel territorio del nuorese, ma anche nelle provincia di Cagliari e Sassari, è possibile ammirare le maestose pietre verticali chiamate Menhir, conficcate nel terreno e scolpite in modo del tutto sommario fino a raggiungere l’altezza anche di cinque metri. Sono architetture ricche di suggestione, basta pensare che le pietre spesso si trovano allineate in modo da formare un rettilineo o un cerchio, conformazioni che venivano usare per rappresentare rispettivamente la divinità maschile e quella femminile.

Forse non tutti sanno che queste pietre gigantesche, così come i Dolmen, rappresentano importanti testimonianze del Megalitismo, un fenomeno molto frequente in tutta l’Europa e soprattutto in Francia e Inghilterra. Avete mai sentito parlare dei Megaliti di Stonehenge, meta prediletta degli appassionati di cultura celtica?