Scuola, si parte in tredici regioni italiane. Sono cominciate oggi le lezioni per gli studenti di Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Umbria, Veneto, Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta. Martedì al via Abruzzo e Toscana, mentre in Basilicata ed Emilia Romagna primo giorno il 19 settembre. L’inizio però è come di consueto contornato da mille polemiche.

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Agitazioni da parte degli studenti fuori dagli istituti, con la prima manifestazione nazionale di protesta programmata per il 7 ottobre. A infiammare gli animi tagli al personale anche del 30%, nel caso dei dirigenti scolastici, oltre a numerosi accorpamenti tra le stesse strutture. Inoltre rimarranno a casa l’11% dei dirigenti amministrativi e 1.100 assistenti amministrativi.

In calo anche le sedi scolastiche: tra le 10.500 presenti lo scorso anno, 900 verranno unite ad altre strutture con almeno 500 iscritti. Quello che gli student temono è un effetto “pollaio”, con classi riempite oltre il limite pur di risparmiare sull’istruzione. Duri i cori di questa mattina, con slogan quali “Ora i conti li fate con noi!” o avvertimenti come “Non accetteremo alcun governo che sperpera risorse in guerre, grandi opere inutili e corruzione mentre le nostre scuole cadono a pezzi”.

Paure che sembrano non essere condivise dal Ministero della Pubblica Istruzione, guidato da Mariastella Gelmini, forte del fatto che i dati sul numero medio di alunni per classe sarebbero in linea con la media Ocse. Tra le altre novità del 2011 anche il tetto del 30% sugli studenti stranieri nelle classi, patente Clil per gli insegnanti e apertura a libri di testo anche in formato elettronico.

Fonte: Corriere della Sera