Come spesso accade durante i periodi di festa, si torna a parlare del sentirsi soli, ma è solo di pochi giorni fa la notizia secondo la quale la solitudine sarebbe contagiosa proprio come un raffreddore.

A sostenerlo è uno studio condotto da ricercatori delle Università di Chicago, San Diego e Harvard, pubblicato sul “Journal of Personality and Social Psycology” e riportato da U.S.News.

Dalla ricerca, condotta in un lungo periodo (circa 60 anni) sulla base di un campione di 12.000 americani, è emerso che quando le persone si isolano dal resto della società, tendono a contagiare quei pochi che gli sono rimasti accanto e così li inducono, anche se involontariamente, ad emarginarsi a loro volta.

Gli studiosi sostengono, inoltre, che le donne corrono un maggiore rischio di contagio, in quanto fisiologicamente più sensibili rispetto al sesso maschile.

John T. Cacioppo, neuroscienziato e coordinatore della ricerca, ha inoltre dichiarato che:

“Il segreto per combattere la solitudine è capire che non è nient’altro che un segnale biologico del nostro corpo. Tutti gli esseri umani si sentono soli ad un certo punto della loro vita, così come sentono di avere fame o sete. Se si sperimenta il senso di isolamento, dunque, è meglio non sottovalutarlo, ma anzi occorre cercare di porvi rimedio”.

Il messaggio è piuttosto chiaro, quindi: se un giorno dovessimo sentirci sole/i bisogna chiedere aiuto e affrontare il problema da vicino. Come del resto è importante stare accanto a chi non riesce a costruire dei legami solidi, cercando di sostenerlo.