Il risultato sui referendum pesa sul presidente del Consiglio come un’umiliazione personale. Questo quanto emerge dalla lettura delle principali testate giornalistiche europee e mondiali. Silvio Berlusconi è visto come un uomo ormai alle corde e ostaggio del suo unico “fidato” alleato di governo. Il voto di domenica e lunedì viene in sostanza considerato come l’ennesima dimostrazione di un ciclo, quello del leader Pdl, avviato ormai verso un triste tramonto.

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I toni sono più o meno enfatici, ma concordi: Silvio Berlusconi avrà pure mantenuto la maggioranza in Parlamento, ma ha perso e molto il contatto con il Paese. Tra i più critici il Times, con il quotidiano inglese che ha definito il voto dei referendum:

“Un passo falso umiliante, dal punto di vista personale e politico, per Berlusconi”.

Non certo meno dura la restante stampa britannica, con il Financial Times che arriva a definire la situazione attuale una grave sconfitta per il premier, oltre che “un altro duro colpo alla sua credibilità”. Il giornale della City introduce anche un possibile futuro scenario politico, con le divisioni all’interno dell’alleanza di governo destinate ad aumentare e a scatenare una lotta per succedere a Berlusconi. Un premier definito al contempo “sempre più un ostaggio” della Lega Nord.

In Francia dalle pagine de Le Figaro e Le Monde si parla di un presidente del Consiglio “umiliato” e di “schiaffo bruciante”. Anche il mondo arabo interviene con l’emittente Al Jazeeira domandandosi “quanto a lungo Berlusconi riuscirà a mantenere la sua fama di sopravvissuto”. Sul versante americano meno titoli sensazionalistici, ma in compenso un approfondimento politico forse ancor meno gradito.

Così ha definito l’esito delle votazioni il New York Times: “Una bruciante sconfitta politica”. Secondo il quotidiano newyorkese però, pur rappresentando una dura spallata al Governo, questo non cadrà ora. Questo il commento del corrispondente da Roma, Rachel Donadio:

“È probabile che non provocherà l’immediata caduta del governo, ma facendo seguito alle sconfitte sofferte dai candidati di Berlusconi nelle elezioni amministrative, dove ha perso la corsa per il sindaco a Milano e Napoli, la seconda e la terza maggiore città italiana, i risultati del referendum indicano una nuova realtà: l’uomo che un tempo sentiva il polso dell’Italia ha perso contatto, non ha più il suo tocco magico”.

Altrettanto critico il Wall Street Journal che, oltre a definire il raggiungimento del quorum “un segno di scontento popolare”, vede il premier politicamente sempre più in crisi. Sarebbe riuscito a mantenere “la maggioranza in parlamento ma vede ormai scendere da mesi il consenso nel paese”, con in più il doversi guardare le spalle dalla Lega Nord, un alleato stanco di prendere “sberle in faccia”.