Il make up, si sa, ha accompagnato le abitudini di bellezza di miliardi di donne durante i secoli: e proprio di storia del trucco ha parlato la nota make up artist nonché anche direttore creativo per il make up del colosso francese Lancôme, Lisa Aldridge, in uno spettacolare video condiviso sul suo canale Youtube.

La MUA (Make Up Artist) britannica ha, infatti, ripercorso alcune delle tappe fondamentali che hanno cambiato le abitudini delle donne a truccarsi e rendersi in qualche modo più belle seguendo la moda del momento: questo per lanciare il suo primo libro intitolato “Face Paint – The Story Of Make Up“, che racconta appunto le origini del make up e di tutti quei trend e regole che hanno dettato moda durante gli anni insieme alla storia di molti prodotti che ancora oggi vengono utilizzati.

In circa sei minuti Lisa Eldridge ha ripercorso quelle che sono state le migliori e peggiori mode nella storia del make up – lunga più di 5000 anni – suddividendole in parti fondamentali: “Quando ho fatto delle ricerche per il mio libro” dice la truccatrice nel video “ho continuato a pensare ‘Se avessi avuto una macchina del tempo, dove e quando mi sarebbe piaciuto essere trasportata? Quali sono stati i migliori e peggiori periodi per gli amanti del trucco?’”, ed ecco che il viaggio inizia dall’antico Egitto.

Gli egiziani sono stati una delle prime civiltà ad aver usato e sperimentato il make up […] utilizzato giornalmente sia dalle donne che dagli uomini di tutte le classi sociali”: un trucco tipico degli anni dell’antico Egitto è infatti rappresentato dall’utilizzo di una matita nera intorno agli occhi che forma la classica linea dritta che si allunga poi verso le tempie.

Dopo l’antico Egitto, la Grecia: “in genere, parlando di make up, indossarne meno era meglio, un velo di polvere bianca per la pelle, un tocco di colore per le labbra e guance utilizzando ingredienti naturali come piante o frutta”, ma anche elementi tossici con il mercurio. Ciò che indubbiamente salta all’occhio è il monociglio disegnato dalla make up artist perché, a quanto pare, “se le sopracciglia si univano nel mezzo, era ancora meglio!”: negli anni della Grecia ellenica le sopracciglia venivano accentuate utilizzando il carbone.

Passando al Medioevo, “gli scrittori dell’età medievale hanno creato una forte associazione tra il trucco e la morte che era ben difficile da separare”: durante l’epoca, infatti, l’utilizzo del make  up cambiò da “di cattivo gusto” a peccaminoso, ma la regola era quella di ottenere un look senza difetti, perfetto, cercando allo stesso tempo di essere “naturali”.

Dal Sedicesimo secolo in poi, però, la storia sembra diventare più divertente: la MUA infatti si ispira inizialmente alla moda di Venezia rappresentando una nobildonna veneziana con pelle di porcellana – ottenuta tuttavia utilizzando degli ingredienti altamente tossici e dannosi per la propria pelle. Per le guance, invece, un gioco di contrasti con un rosso fiammante utilizzando anche in questo caso ingredienti velenosi e dannosi come il Vermiglione (ricavato dal cinabro naturale o sintetico, in cui era contenuto del mercurio tossico). Il make up ha rappresentato una fase molto importante anche nella Francia della metà del XVIII secolo: anche in questo caso il colore della pelle era pallido, di porcellana, e in genere veniva utilizzatoper distinguere gli aristocratici dalla classe media”.

Se il trucco era alla base della moda fino al 18esimo secolo, in Gran Bretagna sotto il regno della Regina Vittoria tutto cambiò, perché il trucco venne definito “volgare e non da donne”: chiunque volesse avere un tocco di colore poteva farlo ricorrendo a qualche alternativa come pizzicarsi le guance o mordicchiarsi le labbra, ma anche utilizzando della carta colorata.

Da un estremo all’altro fino ad arrivare agli anni dello stile Vamp e Flapper, caratterizzato da una pelle chiara a contrasto con un make up drammatico e scuro che riguardava occhi e labbra: nel 19esimo secolo cambiò infatti il ruolo del trucco, che è diventato “qualcosa di divertente e un simbolo di forza”, reperibile e accessibile non solo per i pochi privilegiati ma anche per le altre donne.

Un viaggio che termina nell’epoca moderna, nel 20esimo secolo, in cui le tendenze del trucco sono considerate dalla stessa MUA “le migliori di sempre”, con cambiamenti ogni dieci anni circa, dalle labbra rosso scarlatto con cat eye fino al look drammatico per gli occhi con colori più accesi e fluo. Oltre alla moda è entrata in gioco anche la libertà delle donne nello scegliere cosa indossare in qualsiasi momento, senza alcuna censura.