Nella società in piena rinascita che si stava riprendendo poco a poco dal dopoguerra, la gente che, fino a poco prima, aveva patito la fame, ora mangiava a sazietà e di conseguenza tendeva a prendere peso.

In una civiltà in forte sviluppo, che diventerà presto quella dei consumi, cresceva quindi il numero delle donne super curve, formose e “in carne”. E negli anni Cinquanta con la scoperta della lycra, tessuto fine, morbido, che si presentava come una seconda pelle, assicurando vestibilità e comfort al reggiseno.

Nel 1968 invece il reggiseno visse un momento particolare, quello dell’emancipazione femminile,  alcune femministe gli diedero simbolicamente fuoco, nel manifestare quel desiderio bruciante di liberare la donna da tutti gli impedimenti e di differenziarsi dalle generazioni precedenti.

Nel 1970 in Francia venne lanciato sul mercato il primo reggiseno modellato e senza cuciture, saldato ed impunturato in tutte le sue parti con gli ultrasuoni. Comodità infatti non significava dover rinunciare al reggiseno. Una ditta italiana si impose all’epoca in Francia, per il suo intimo sofisticato e di alta qualità: La Perla.

Nel 1988 la Huit lanciò il reggiseno in felpa di velluto. Era l’era del reggiseno portato a vista, una moda lanciata dalla famosissima cantante Madonna, agli esordi della sua sfavillante carriera.

Verso la metà degli anni ’90 ci fu la straordinaria invenzione che permise alle donne di tutto il mondo e permette tutt’ora di esibire un décolleté sfrontato, anche in mancanza di “materia prima”: il Wonderbra, letteralmente “reggiseno delle meraviglie”, che grazie al sistema push-up regala quasi una taglia in più.

E da qui si sono sviluppate, una dopo l’altra, tecniche sempre più innovative sul mercato; dai reggiseni ad olio, a quelli al silicone, ad aria e così via (foto by InfoPhoto).

A 100 anni dalla nascita del primo reggiseno continua la sua evoluzione così come la ricerca di nuove fantasie, forme, tessuti e materiali da utilizzare per il comfort e la bellezza di tutte le donne e anche per la gioia dei maschietti.