Torniamo a parlare del reggiseno, elemento supremo della lingerie, e di come la moda dell’intimo si sia evoluta e trasformata, insieme alla storia delle donne e delle loro esigenze.

Con l’avvento della grande guerra mentre gli uomini erano al fronte e le donne dovevano lavorare al posto loro, si manifestò sempre più la necessità di indossare un abbigliamento comodo che desse al “gentil sesso” libertà di movimento. Fu così che il reggiseno iniziò ad imporsi sul mercato.

Nel dopoguerra con il fenomeno dell’emancipazione femminile, la moda tendeva a ridurre le differenze fisiche tra uomo e donna. è così infatti che negli anni ‘20 le donne iniziarono a portare capelli corti, a fumare sigarette e a portare i pantaloni. Nasce quindi la moda della donna “garçonne” della quale fu testimonial Greta Garbo.

In questo periodo il reggiseno si trasformò in una tracolla che appiattiva il seno, dandogli un profilo informe. Arrivarono poi gli anni ‘30, fondamentali per la vita di questo capo perché si svilupparono i tessuti elastici, come la batista o la mussolina in latex. Si scoprì il nylon e soprattutto il rayon, prima fibra sintetica della storia, il cui aspetto era simile alla seta, ma dai costi meno elevati. Rendendo l’acquisto del reggiseno accessibile anche alle donne meno ricche.

“Ci sono sulla terra molte buone invenzioni: le une utili, le altre gradevoli: per esse la terra è amabile. E certe cose vi sono così bene inventate, da essere come il seno della donna: utili e piacevoli a un tempo.” (Friedrich Nietzsche)

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