Non è di certo una novità che mangiare in fretta sia una cattiva abitudine: non solo non ci si sazia e generalmente si è portati ad assumere una maggior quantità di cibo, ma decisamente non fa bene al nostro corpo…

Ma del resto studenti, lavoratrici o tutti coloro che fanno una vita frenetica sono ormai abituati a farlo. Ed è risaputo, inoltre, che non controllare la velocità con cui si assume il cibo porta all’obesità. E se i problemi di sovrappeso lamentati da molte, moltissime persone non si risolvessero solo con una dieta? E se una nuova tecnologia ci venisse in aiuto, che cosa ne pensereste? La provereste?

Mi ha incuriosita parecchio, a tal proposito, un nuovo progetto ideato e curato dall’Istituto Karolinska di Stoccolma con la collaborazione dell’ospedale pediatrico di Bristol, in Gran Bretagna.

Si tratta di un piatto “computerizzato” che è in grado di visualizzare sullo schermo di un qualunque PC il peso del cibo, il tempo impiegato per portare a conclusione il pasto e persino quale sia il nostro livello di sazietà. Calcolati tali dati, appare in un grafico una curva ideale definita precedentemente da un medico, in modo tale che se si dovessero notare eccessi si potrebbe eventualmente procedere all’autocorrezione.

Tale tecnologia è stata testata su 106 ragazzi in sovrappeso dai 9 ai 17 anni e i risultati emersi sono stati poi confrontati con quelli di un gruppo di giovani che non ha utilizzato il piatto-computer. Sembrerebbe che i primi vengano spinti verso attività sportive e ad un’autocorrezione nella nutrizione.

Voi che ne pensate? Vi piace l’idea oppure pensate che i vecchi metodi siano sempre i migliori?