Lusso, una parola che induce indubbiamente a pensare a gioielli, mobilia di classe, abitazioni sfarzose ma non solo. Quando applicata alla tecnologia questa parola può assumere diversi significati e sortire altrettanti effetti. Uno di questi potrebbe essere stupore e/o innovazione.

Tutti coloro che hanno avuto a che fare con la gestione di un museo ad esempio, sanno quanto possa essere delicata l’attività di pulizia e conservazione dei reperti contenuti: basti pensare ad un museo di storia naturale o di reperti fossili. Da oggi tutto questo potrebbe non essere più necessario. Basta munirsi della tecnologia giusta e gli antichi fossili diventano virtuali.

L’iniziativa parte da Canon, la quale ha realizzato degli specifici visori per la realtà aumentata in grado di dar la sensazione a chi li indossa di potersi muovere in un ambiente con più di 260 specie diverse di dinosauri che, a loro volta, possono muoversi in libertà o starsene immobili per il gusto di farsi osservare.

I dinosauri sono di dimensioni molto vicine a quelle naturali, anche se l’effetto di rendering potrebbe non essere perfettamente realistico.

I visori e tutta la restante apparecchiatura necessaria sono in prova alla “Dinosaurs-Miracle of the Desert“, in Cina.

I costi per sostenere queste tecnologie sono ancora abbastanza elevati (programmatori, hardware, grafici, interfacce aptiche), per potersi diffondere in massa anche nei più piccoli musei ma potrebbero essere il vanto dei nuovi ambienti di lusso in cui, tra mobili pregiati e antichi vasi Ming, potrebbe capitarvi di incontrare un tirannosauro, “rigorosamente a dieta”, in grado di cambiare in maniera considerevole il concetto, spesso di vecchio e stantio, che antichi musei hanno nella mente delle nuove generazioni.

Onore al merito per Canon.