La terapia della risata, da alcuni anni a questa parte si è diffusa una disciplina medica chiamata gelotologia. Si tratta della scienza che studia gli effetti del buonumore e delle emozioni positive in campo medico. La gelotologia rimarca l’attinenza fra le emozioni e il sistema immunitario. Un’applicazione di questa scienza è la clownterapia sperimentata dal medico americano Hunter “Patch” Adams, celebrato dal film omonimo.

La clownterapia o comicoterapia ha trovato sviluppo principalmente nell’ambito pediatrico. La terapia della risata però è adatta a tutti i tipi di paziente: possono averne beneficio anche gli anziani, i disabili, i pazienti psichiatrici e soprattutto chi si sottopone alla terapia del dolore. Il riso stimola la produzione di ormoni come adrenalina e dopamina, che liberano endorfine ed encefaline, antidolorifici naturali con il potere di rinforzo del sistema immunitario.

Diversi studi hanno mostrato come un elevato grado di stress riduca le naturali difese dell’organismo in conseguenza di una diminuzione del livello di immunoglobulina A; all’opposto una bella risata, accompagnata dalla sperimentazione di stati d’animo positivi, costituisce un rimedio efficacissimo per proteggersi dalle malattie e favorire la guarigione di patologie già in corso. Ridere difatti facilita la circolazione e l’ossigenazione sanguigna: in questo modo i tessuti si rigenerano con più facilità e il cuore ne trae beneficio. Sembra impossibile da credersi ma la terapia della risata è persino in grado di favorire lo smaltimento dell’acido lattico e attenuare l’affaticamento corporeo.

Gli studi dimostrano continuamente che la risata può abbassare i livelli di infiammazione nelle persone affette da artrite reumatoide, migliorare i livelli di colesterolo buono (HDL), ridurre l’infiammazione nei pazienti diabetici con pressione arteriosa e colesterolo alti e diminuire il dolore in generale.

Secondo il Dr. Mary Bennett, direttore dell’ospedale universitario del West Kentucky, c’è però differenza, tra l’umorismo inteso come processo mentale e una sonora risata, attività fisica che innesca reazioni fisiologiche. Inoltre c’è differenza fra chi ride a voce alta – la cosiddetta risata di pancia – e chi meno. Una risata di pancia migliora in pochi minuti le funzioni immunitarie di un individuo.

Occorre dunque imparare a ridere di gusto, anche quando non ce n’è motivo, anzi ancora di più quando non c’è motivo, poiché significa che si è in uno stato di sofferenza, depressione o perlomeno di preoccupazione.

«L’umorismo dipende dalla cultura e dallo stato d’animo – secondo Judy L. Young coach di risate, coautrice di uno studio sulla risata intitolato “Purposeful aerobic laughter” – ridere è molto utile quando le persone sono in un momento della vita in cui non hanno nulla per cui ridere»

Tale studio si è concentrato su un gruppo di persone, analizzato per 15 giorni consecutivi, con una durata a sessione di 15 minuti. Durante l’esperimento, i partecipanti hanno mostrato un aumento significativo dell’ottimismo, della consapevolezza di sé, delle emozioni positive, dell’identificazione sociale. Benefeci mantenuti anche a lavoro concluso.

«Ridere senza umorismo può letteralmente far sentire meglio, pensare meglio e funzionare meglio» afferma Young, che ora propone il suo programma di allenamento alle imprese e ai gruppi di assistenza sanitaria.

Molti dei gruppi di risate di oggi hanno le loro radici in una pratica chiamata Yoga della risata. Questo yoga, nato nel 1995 ad opera del medico indiano Madan Kataria, è una via di mezzo fra le tecniche di respirazione dello yoga pranaiama e i risultati delle più recenti ricerche nel campo della psico-neuro-endocrino-immunologia.

Imparare a ridere con un gruppo è spesso più facile, ma è possibile beneficiare anche di una risata fatta da soli, per 15 minuti al giorno. Ecco l’esercizio che suggerisce Young: fare 3 grandi sospiri rumorosi, inspirare attraverso il naso ed espirare con la bocca. Effettuare uno stretching delicato: portare le spalle alle orecchie, poi abbassarle delicatamente. Ruotare i piedi e i gomiti; girare la testa da un lato e dell’altro, sempre con delicatezza. Fare alcuni respiri profondi con l’addome e rilasciare lentamente l’aria. Apporre le mani sotto la pancia, fare una risata “ho-ho-ho.” Assicurarsi che il suono provenga dalla pancia (dovrà risuonare nei palmi delle mani). Ripetere per 3 volte. Cambiare il suono in “ah-ah-ah” e ripetere nello stesso modo. Modificare ancora il suono in ” ih-ih-ih ” e ripetere. Infine pronunciare tutti e tre i suoni insieme “ho-ho-ho, ah-ah-ah, ih-ih-ih” e ripetere fino a sviluppare un ritmo. Dopo la fase finale, entrare nella propria risata naturale. Continuare per qualche minuto. Se diventa difficile, interrompere e ripartire da capo.

Dapprincipio questo esercizio risulterà difficile poiché l’imbarazzo blocca le persone, ma poi diviene sempre più naturale ridere, bisogna solo ritornare bambini.

Fonte: Healthy Women