La riservatezza, come la disinvoltura e la spigliatezza fanno parte del carattere e, a seconda del contesto, possono procurare disagi. In particolare la timidezza sul lavoro crea non pochi problemi, ma può essere mal interpretata. Infatti, l’essere introverso può essere considerato come un ostacolo per la carriera nei momenti in cui è necessario il lavoro di gruppo, ma questo problema è solo uno dei tanti falsi miti da dover sfatare.

Sia gli introversi sia gli estroversi raggiungono gli stessi obiettivi nella carriera, ma partendo da due modi di fare completamente differenti. Si pensi anche alla credenza secondo la quale chi ha problemi di timidezza non ha molto da dare in termini di credibilità o di esperienza da poter offrire agli altri. Al contrario, spesso i timidi si rivelano persone sulle quali poter fare più affidamento e sono molto utili nei momenti di bisogno.

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Altro falso mito è quello di etichettare le persone timide come asociali. Chi è timido spesso non si trova a suo agio con l’ambiente e con le persone che lo circondano. Basta entrare in sintonia con un timido per far in modo che si aprano le porte e scoprire così una persona nuova. Altra idea da dover cancellare: ai timidi non piacciono i colleghi di lavoro. Come spiegato in precedenza l’essere introversi è un comportamento nato dal proprio vissuto, ma ciò non vuol dire non trovarsi bene, o addirittura odiare i colleghi di lavoro.

Altro aspetto su cui riflettere: i lavoratori timidi sono percepiti come arroganti e superbi. Ma una volta entrati in sintonia ci si accorge che non è così. Si basa tutto sulla giusta interazione sociale e, come accade in molti altri aspetti della vita, bisogna che le parti in gioco capiscano con chi hanno a che fare e si adattino perché, in fondo, ognuno di noi è diverso dall’altro. Ѐ sbagliato anche pensare di trovarsi di fronte a un tipo insicuro con un livello di autostima basso; la sicurezza non si misura dalle parole spese per vantare le proprie qualità.

Se il timido in questione ricopre ruoli dirigenziali, allora bisogna sfatare il mito secondo cui egli non può essere un buon leader. Chi è timido ha anche modi differenti, come l’uso delle email, per esprimere e imporre le direttive al resto del gruppo e, conseguentemente, far sentire la propria presenza.

Fonte: JobsAol