Quali sono le peggiori frustrazioni di chi è solito lavorare in ufficio? Un’indagine condotta su un campione di 1000 impiegati statunitensi ha cercato di rispondere a queste domande, stilando la classifica degli incubi più temuti dai lavoratori, spesso causa di assenza dall’ufficio.

La ricerca, portata avanti dalla Wakefield Research e commissionata da Citrix, ha messo in evidenza come la maggioranza dei dipendenti americani sarebbe disposta a qualunque sacrificio pur avere una maggiore flessibilità sul lavoro e, di conseguenza, astenersi dal partecipare a eventi o riunioni che rendono infernale l’ambiente di lavoro e fanno venire voglia di lavorare da casa.

La classifica è molto interessante e mostra anche alcune disparità di genere sorprendenti: al primo posto tra gli incubi in ufficio compare l’obbligo di partecipare ai consueti party aziendali, seguito a breve distanza dall’obbligo di prendere parte alle attività di team building, quindi seguire un progetto formativo in gruppo. Se per le donne l”evento che crea maggiore ansia è farsi fotografare per esigenze aziendali, i colleghi uomini si terrebbero volentieri lontani dai vari “Baby Shower Party” che vanno tanto di moda.

Ancora più interessante è la top ten dei colleghi di lavoro che nessuno vorrebbe avere, una classifica che vede in cima il classico saccente seguito dal collaboratore che adora lamentarsi tutto il giorno, nonché da quello che ha bisogno di essere compatito e ha un effetto negativo sul resto del team. Per quanto riguarda il capoufficio, invece, per il 37% degli intervistati il boss più temuto è quello che ruba le idee ai suoi dipendenti, ma anche il classico capo arrogante che pensa di non sbagliare mai non è particolarmente amato. Un buon 27%, tuttavia, afferma di sentirsi frustrato avendo a che fare con un datore di lavoro che non ha la minima considerazione dei suoi collaboratori.

La ricerca ha inoltre cercato di scoprire quali sono le scuse più usate dai lavoratori per evitare di andare in ufficio o, quantomeno, astenersi dal partecipare a un evento noioso o causa di frustrazione: darsi malati è sempre la motivazione più diffusa per non recarsi a lavoro, ma se si tratta semplicemente di declinare un invito per un party aziendale sono in molti a preferire altre “bugie bianche“, tra le quali spiccano il fatto di non aver nulla da indossare per l’occasione, ma anche essere a dieta ferrea o non voler uscire di casa in un giorno considerato “sfortunato” secondo la più comune numerologia.

Kim DeCarlis, vice presidente Citrix, ha sottolineato l’utilità della ricerca:

«Questi risultati mostrano che la vita in ufficio può essere spesso difficile, ma anche che le aziende trarranno beneficio da una maggiore flessibilità nel permettere ai dipendenti di lavorare da qualsiasi luogo. Consentire loro di fondere le vita professionale con quella personale può sollevare il morale e la produttività. E ci sono un sacco di strumenti e tecnologie che oggi permettono alle persone di svolgere il proprio lavoro da qualsiasi postazione.»

Fonte: Small Business