Purtroppo il rapimento del blogger e attivista italiano Vittorio Arrigoni è andato a finire nella maniera più tragica. Il corpo del giornalista 36enne è stato trovato senza vita al termine di un blitz di Hamas nel corso della notte. La Farnesina questa mattina ha confermato il suo decesso.

Il sequestro di Arrigoni era avvenuto ieri mattina a Gaza City per opera di un commando ultra-estremista salafita vicino a Al Qaeda. A partire dalle ore 18, l’organizzazione terrorista aveva quindi diffuso un video su YouTube in cui veniva mostrato Arrigoni con il capo bendato, mentre una scritta in sovrimpressione mostrava la richiesta dei rapitori, ovvero rilasciare entro venerdì alle ore 16 alcuni loro “confratelli” detenuti, pena l’uccisione dell’ostaggio.

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L’ultimatum non è stato rispettato e quando è intervenuto il blitz di Hamas l’ostaggio era già stato ucciso da diverse ore. Incerte le cause della morte, come afferma Alfredo Tradardi, coordinatore dell’International Solidarity Movement (ISM), l’ong filo-palestinese in cui militava anche Arrigoni:

“Ancora non c’è una versione affidabile dei fatti. C’è chi è arrivato a parlare di impiccagione, mentre la maggior parte delle fonti ha riferito di una morte per soffocamento. Certo, la dinamica della vicenda lascia sconcertati. Ci chiediamo chi siano le forze che muovono un’iniziativa simile.”

Vittorio Arrigoni, ormai di casa da tre anni nella Striscia, oltre all’impegno con ISM-Italia era un giornalista freelance per Il Manifesto ed era attivo anche attraverso i social network e il suo blog, Guerrilla Radio. Una voce libera e indipendente che ci mancherà.