“La verità è che non gli piaci abbastanza”: così si intitolava una commedia del 2009 che, seppur nella sua fresca leggerezza, sollevava alcune delle questioni più annose del rapporto tra {#uomini} e donne. Tra segnali mal interpretati, false credenze su un amore e decisioni di vita opinabili, pare che le relazioni fra uomo e donna siano destinate a naufragare più di quanto non fioriscano. Ma genere maschile e femminile sono davvero due universi inconciliabili? La risposta è negativa e le motivazioni vanno ricercate nel titolo del film.

Uno dei più grandi problemi delle coppie moderne è quello del cedere alle lusinghe del momento, rinunciando alla ricerca della persona ideale. Sarà colpa dei tempi della giovinezza che si dilungano, così come anche della frenesia del mondo odierno, fatto sta che moltissime coppie si sono formate più per consuetudine che per sentimento e il loro rapporto, così, viene sospinto dall’inerzia anziché dalla passione. Ma quando il moto inizia a rallentare, cominciano ad emergere anche tutti i problemi: i partner si riscoprono su binari diversi che corrono a velocità differenti e le divergenze, non solo d’opinione, diventano insormontabili. In questi casi è proprio vero che non si piace abbastanza al partner: si è confuso, infatti, il ruolo dell’amica complice con quello di un’amante per la vita.

Questo errore di valutazione potrebbe derivare da una comunicazione fallace fra i due individui, così come sarebbe meglio chiamarli perché privi di quelle caratteristiche che generano una {#coppia} in senso stretto. E, così, un vaghissimo complimento viene scambiato per una dichiarazione d’amore eterno o, peggio, si viviseziona ogni affermazione per cercarne significati reconditi del tutto assenti. Le donne, in particolare, sembrano essere restie dal comprendere come i loro compagni raramente utilizzino trappole verbali per lanciare segnali amorosi da decrittare e, allo stesso tempo, i maschi non riescono a capire la complessità del pensiero delle loro controparti. E, così, non si riesce a instaurare la giusta alchimia perché, in fondo, i partner non si piacciono abbastanza.

Scavando a fondo nella questione, tuttavia, emerge la vera motivazione del crollo delle relazioni moderne: l’utopia. Le donne, in particolare, risultano essere state colpite in massa dal temibile virus del masochismo, che le porta a inseguire amori impossibili e dimenticare delle vere emozioni che giacciono a pochi centimetri di distanza da loro. Quante, ad esempio, hanno atteso e sperato di poter ricucire con l’amore della propria adolescenza, non realizzando però come poco ormai possa accomunarle a questa persona? E quante, invece, scelgono il proprio partner sulla base di fattori aleatori, quali ad esempio la posizione sociale o la volontà di non disattendere le amiche? E quante, ancora, perdono la testa proprio per quel partner che le tratta come stracci per i pavimenti, solo perché si confonde il sentimento dell’amicizia con quello dell’amore?

In tal senso Gigi, nel film citato poc’anzi, forniva allo spettatore una grande verità, che dovrebbe essere imparata a memoria dagli appartenenti a entrambi i generi e forse insegnata nelle scuole:

“Una ragazza non dimentica mai il primo ragazzo che le piace, anche se le cose non vanno tanto bene, ma di solito c’è lì qualcuno che offre perle di saggezza. Ed è fatta, è così che iniziano i nostri problemi! Sapete che vuol dire questo? Che siamo tutte incoraggiate, anzi, programmate a pensare che, se un uomo si comporta come un perfetto st***zo, vuol dire che gli piacciamo! Perché ci raccontiamo queste st***zate? Possibile che sia perché abbiamo troppa paura ed è troppo difficile dire l’unica verità che è davanti agli occhi di tutti e che non vogliamo vedere? La verità è che non gli piaci abbastanza!”

Se un uomo non è abbastanza preso dalla sua compagna “da fare in modo che succeda a qualunque costo”, significa semplicemente che la storia che si sta vivendo non è tale. Ci sarà attrazione fisica, si potrà verificare empatia e addirittura supporto, ma raramente ci sarà un legame più forte di quello di due conviventi universitari. Il motivo è sempre quello: si cercano gli amori impossibili quando l’oggetto di ogni desiderio potrebbe essere silenziosamente seduto al proprio fianco. Bisognerebbe, perciò, recuperare un po’ di amor proprio, per ripromettersi di non ricadere in sbandate dettate dal sogno di quello che si vorrebbe fosse il proprio partner, anziché di quello che in realtà è. E, soprattutto, quando le cose non vogliono saperne di funzionare, i partner si sono mai posti il quesito di chiedersi se siano davvero fatti l’uno per l’altra?

Fonte: WikiQuote