La Vita è una cosa meravigliosa” è l’ultima commedia dei fratelli Vanzina che uscirà al cinema il 2 aprile.

In occasione della presentazione del film alla stampa, la Medusa ha organizzato un incontro con i due registi Enrico e Carlo Vanzina.

Della conferenza stampa, cui eravamo invitati, se ne riportano solo le battute più importanti.

Come nasce l’idea di questo film?

“Questo film nasce dal desiderio di realizzare un film “ottimista”. Ci sembrava giusto, in un momento di “crisi globale” che colpisce tutti e tutto, mettere in scena una commedia che dia speranza agli spettatori. Che li faccia uscire dal cinema con un sorriso disteso”.

Cosa vorreste che non si dicesse mai su questo film?

“Personalmente vorrei che non si dicesse che facciamo solo cinepanettoni. Io e Carlo non ne facciamo da dieci anni. Per favore, non chiamatelo “cinecolomba o cine-uovo”. Inoltre non vorrei che si dica che ci sono parolacce, perché non è assolutamente vero”.

“Nel film si parla di intercettazioni, argomento assai attuale, anche al centro del dibattito politico. Voi cosa ne pensate a riguardo?”

“All’epoca delle riprese già si parlava di intercettazioni ma solo dopo la fine il fenomeno è aumentato. Il problema mi sembra più che altro semantico. Una battuta di qualunque persona se trascritta assume un senso completamente diverso rispetto a quello che può essere dal vivo. Sentire due che parlano di un impiccio è un conto, ma leggerlo su carta è terrificante. Qualunque commento trascritto in maniera fredda senza il supporto e il calore della voce può diventare scottante… Poi è chiaro che ci sono reati e situazioni in cui le intercettazioni sono fondamentali, il problema grave semmai è la loro pubblicazione”.

“Dal film si evince che “gli italiani tutta brava gente”, è proprio così?”

“Il film parla degli italiani che negli anni hanno accumulato un sacco di difetti, primo fra tutti quello di cercare sempre scorciatoie. Nel film anche le persone oneste si trovano a fare “inciuci”. Viviamo in un mondo in cui si è o mostri o santi, ma la vita vera non è così. Oggi mi colpisce la volgarità delle persone che parlano ormai solo con parolacce e trattando le donne come una merce”.

“Com’è cambiata la comicità in questi anni secondo i Vanzina?”

“La comicità non è mai cambiata. Si fa ridere sempre con le stesse cose, come fa Gigi (Proietti ndr), partendo dai classici della comicità, che sia lo scambio di persone, la fame, le difficoltà economiche, le corna, la superstizione, temi vecchi che funzionano sempre, quando ci si affida a queste cose e a bravi attori si fa un cinema italiano di uno stampo ben preciso”.