A cinque anni dal matrimonio da sogno del principe William d’Inghilterra con Kate Middleton è sbucato fuori un piccolo giallo sul vestito di nozze della Duchessa di Cambridge.

A far scoppiare la bufera è stata la designer britannica Christine Kendall che ha accusato la famosa casa di moda Alexander McQueen di aver letteralmente copiato i suoi disegni per realizzare l’abito nuziale ammirato da tutto il mondo.

Secondo la designer il vestito in pizzo creato dalla stilista del brand Sarah Burton sarebbe, infatti, molto simile ai suoi sketch del 2011, anno in cui i reali sono convolati a nozze. Nel 2013, in verità, Kendall già aveva tirato fuori questa storia esponendo le sue ragioni in un video pubblicato su Youtube in cui accusava la maison di plagio:

“Senza i miei disegni l’abito da sposa reale non sarebbe stato quello che era”.

In questi giorni la designer è, così, passata alle maniere forti agendo per via legale e lasciando di stucco la Casa reale.

Galleria di immagini: I 10 abiti da sposa più costosi della storia

Un portavoce di Alexander McQueen, ovviamente, è corso subito ai ripari difendendo la posizione della stilista sotto accusa, a suo dire completamente estranea ai fatti:

“La casa di moda è sconcertata dal procedimento legale in atto. Sarah Burton non ha mai visto nessuno degli sketch della signora Kendall, che si è messa in contatto con noi 13 mesi dopo il matrimonio. La causa è ridicola“.

A difesa della posizione della Burton c’è da sottolineare, inoltre, che il famigerato abito nuziale è stato realizzato in gran segreto alla “Scuola reale di ricamo” ad Hampton Court Palace ed  il prodotto che ne è uscito è, di sicuro, un pezzo unico tanto che chi ci lavorava era obbligato ad indossare guanti e a lavarsi le mani ogni mezz’ora affinché il pizzo conservasse le condizioni ideali.