Sono passati 18 anni dalla tragica morte di Lady Diana, vittima di un incidente automobilistico sotto il tunnel del Pont de l’Alma a Parigi, insieme al suo compagno Dodi al-Fayed: il principe William e sua moglie Kate Middleton, il figlio e la nuora mai conosciuta, sono oggi gli eredi spirituali della sua figura che per prima ha avvicinato veramente la monarchia inglese non solo ai suoi sudditi, ma al mondo intero.

L’arrivo di Kate Middleton a Buckingham Palace, di buona famiglia, bella, istruita, amorevole e intelligente, ma non di sangue blu, è proprio sembrato una naturale prosecuzione della rivoluzione messa in atto da Lady D. Sebbene come principessa di Galles, e in base al protocollo reale, fosse comunque tenuta a fare regolari apparizioni pubbliche in ospedali, scuole e altre strutture, la principessa Diana infatti sviluppò un forte interesse per alcune cause solitamente ignorate dalla famiglia reale, tra cui l’AIDS e la lebbra. Fu anche madrina di associazioni benefiche a favore dei senzatetto, dei giovani, dei tossicodipendenti e degli anziani.

Il principe William e il principe Harry non hanno esitato a seguire le orme della madre. Già nel 1999 hanno creato il The Diana Awards, contro bullismo e isolamento sociale; e nel 2007, poco prima del 10° anniversario della morte della madre, i due fratelli hanno organizzato insieme il Concert For Diana at London’s Wembley Stadium, un live con la partecipazione, tra gli altri, di Elton John, Duran Duran, Tom Jones, Anastacia, Andrea Bocelli. Il grande evento ha finanziato il “The Diana, Princess of Wales Memorial Fund”, nato a pochi giorni dall’incidente del 31 agosto 1997, il “Sentebale”, fondazione benefica nata per volontà del principe Harry e del principe Seeiso di Lesotho, e il “Centrepoint”, che si impegna per dare un futuro ai giovani senzatetto tra i 16 e i 25 anni. Come disse William all’epoca:

Abbiamo sempre voluto fare qualcosa per lei, e abbiamo voluto che fosse davvero speciale. Non volevamo che l’evento avesse solo una funzione commemorativa. Volevamo un concerto che rappresentasse la sua vita, la sua energia e tutte le cose che abbiamo perso perdendo lei. E così ci è sembrato il modo migliore per farlo.

E se nel 2007 il principe William ha assunto il ruolo di presidente onorario della Royal Marsden Hospital Trust – la stessa organizzazione che Diana ha guidato per otto anni -, Harry nel 2013 ha visitato l’Angola in Africa australe, dove Lady D era stata nel 1997 per visitare le vittime delle mine antiuomo, camminando anche con coraggio su un campo minato.

Il principe William, poi, insieme alla moglie Kate Middleton, si è dedicato molto a supporto di asili, scuole e ospedali, con visite personali della celebre coppia sia prima che dopo il matrimonio, quando sono arrivati il principe George e la piccola Charlotte.

Del resto Lady Diana Spencer è sempre stata profondamente presente nella vita del figlio maggiore e, di conseguenza, nella sua storia d’amore: l’anello donato a Kate, con uno zaffiro blu profondo da 12 carati, era il pegno di fidanzamento che il principe Carlo diede a Diana nel 1981. “Ovviamente lei non ci sarà per condividere gioie ed emozioni”, ha detto in quell’occasione sulla madre William, “ma questo è stato il mio modo di tenerla vicina a me, a noi, a tutto”.

Non è stata una coincidenza se la coppia reale ha fatto molti cenni a Diana durante le spettacolari nozze del 2011. L’abbazia di Westminster di Londra scelta per il matrimonio è la stessa chiesa dove il funerale di Diana ha avuto luogo nel 1997; l’inno “Guide Me Thou, O Great Redeemer”, cantato durante le nozze, ha anche chiuso il funerale di Diana; e Kate per il suo bouquet ha scelto gli stessi fiori di Diana, mughetti.

E la storia continua. Il nome completo dell’ultima nata in famiglia è Charlotte Elizabeth Diana, per onorare la memoria di Lady D, e uno dei sette padrini di George è Julia Samuel, una delle migliori amiche di Diana: lei potrà raccontargli, quando il principe crescerà, le virtù e la triste favola della principessa Diana.