Nell’ultima intervista per Vogue, Lady Gaga come al solito non mostra un filo di modestia. Dice di essere una grande performer, che il prossimo sarà l’album del decennio e che il nuovo singolo è stato come l’immacolata concezione, oltre che non vuole che i suoi fan pensino che sia umana.

Con il nuovo singolo “Born this way” uscito oggi, anche la lunga intervista per Vogue di marzo di Lady Gaga ha visto la luce. E la cantante parla di tutto, dal nuovo al prossimo singolo, dell’album, di sé e dei suoi fan:

Galleria di immagini: Lady Gaga su Vogue di Marzo

“Da un punto di vista strettamente musicale credo di essere una grande performer. Ho talento nell’intrattenere. Credo di avere una delle voci più incredibili dell’industria musicale. Non direi di essere una delle più grandi ballerine, ma sono molto brava in quello che faccio. Penso che sia giusto essere sicuri di sé”

Altro che sicurezza. Ma certo le collaborazioni e i paragoni illustri, come Elton John che dice che assomiglia a John Lennon, in qualche modo non le danno torto. Sul suo rapporto con i suoi “little monsters” è lei stessa a confermare che c’è un legame praticamente morboso:

“Alle volte essere sul palco è come fare sesso con i miei fan. Sono le uniche persone del pianeta che potrebbero farmi perdere tutto”.

Un altro episodio inquietante è successo durante un concerto a Londra, quando era stata male, ma ha vomitato nel backstage tenendolo nascosto a tutti pur di non farsi vedere in quello stato dai suoi fan:

“Avevo avuto un’intossicazione alimentare. Vomitavo nel backstage durante i cambi e mi dicevo “Non vomiterai sul palco”. Perché pensavo se lo faccio penseranno che sono ubriaca. E non vogliono che pensino che sia umana, tanto meno ubriaca. Di sicuro non volevo pensassero che avevo una cosa così banale come un’intossicazione alimentare.”

Perché Lady Gaga vuole essere molto di più per i suoi milioni di mostri, come spiega lei stessa:

“Voglio che la gente, fan o no, mi usi come una fuga. Sono il buffone del reame. Sono la scusa per esplorare la tua identità. Per essere esattamente quello che sei e non sentirti spaventato. Per non giudicarti, non odiarti. Perché per quanto sia divertente trovarmi sulla copertina di Vogue adesso, e nessuno se la ride più di me, io ero la ragazza che a scuola mentre andava per i corridoi era chiamata sgualdrina o pu**ana o brutta o nasona o sfigata o lesbica.”

E per mantenere altissime le aspettative su di sé dice:

“Voglio dare ai miei fan niente di meno che l’album del decennio. Non voglio dar loro qualcosa di trendy, voglio dar loro il futuro.”

Intanto Elton John ha definito “Born this way” la canzone più gay che abbia mai sentito:

“L’ho scritto in 10 fot***i minuti ed è una canzone dal messaggio completamente magico. E dopo che l’ho scritta si sono aperti i cancelli, e le canzoni continuano a venir fuori. È stato come l’immacolata concezione.”

Il secondo singolo si chiamerà “Judas” e, a giudicare dagli elogi che le arrivano da tutte le parti, compreso l’intervistatore di Vogue, rischia davvero di essere, come l’album intero, un successo incredibile.