Hanno dominato l’evento degli MTV VMA 2011 con la loro presenza, la prima facendo incetta di statuette e la seconda regalando al pubblico una performance indimenticabile: stiamo ovviamente parlando di Katy Perry e Lady Gaga, quest’ultima in versione Jo Calderone. Ma il loro potere mediatico non è nulla di fronte a un ostacolo ben più grande, quello della temibile censura cinese.

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Il Ministro della Cultura, infatti, ha deciso di preservare le menti dei giovani asiatici imponendo alle radio una blacklist di 100 canzoni, considerate potenzialmente funeste in termini di “sicurezza nazionale“. I testi dei brani in oggetto sarebbero considerati scandalosi e volgari, tanto da mettere a repentaglio la stabilità del Paese.

Così, dopo Internet, è la musica a farne le spese nella rossa Repubblica Popolare. Oltre a un nugolo di artisti autoctoni, a caderne maggiormente vittima è proprio {#Lady Gaga}. Con i suoi testi spinti e i video scioccanti, Mother Monster ha ottenuto suo malgrado il divieto di essere trasmessa con le canzoni “{#Born This Way}”, “The Edge of Glory“, “Judas” e “Hair”. Sorte simile per la scoppiettante Katy Perry e la sua “Last Friday Night“, a pari merito con Beyoncé con “Run The World (Girls)“.

I più sfortunati sembrano essere i Backstreet Boys. La boyband molto in voga negli anni ’90, infatti, si è vista censurare “I Want It That Way” perché inappropriata in questo singolo verso:

“Sei il mio fuoco, il mio desiderio”.

L’analisi delle canzoni cancellate dal Ministero della Cultura, però, legittima sospetti sulle modalità di esclusione: artisti decisamente più spinti ed espliciti, come Drake e Nicki Minaj, non sono stati minimamente colpiti dall’intervento legislativo. A conti fatti, più che i brani moralmente discutibili sembrano essere stati colpiti gli artisti dalle vendite più elevate, forse visti come fonte di concorrenza sgradita al governo di Pechino.