Born This Way“, il nuovo album di Lady Gaga, inizia finalmente a prendere forma in previsione del lancio il prossimo 23 maggio. Nelle ultime ore sono state rilasciate due nuove canzoni, “Hair” e “Marry The Night“, che si aggiungono alle già edite “Born This Way”, “Judas” e “The Edge of Glory“.

Per molto tempo la Germanotta ha letteralmente assillato i propri little monster e la stampa intera sul sound innovativo della sua ultima fatica, facendo ampio riferimento alla musica rock, all’industrial e alla techno ruvida berlinese degli anni ’90, così come dichiarato qualche tempo fa da Rolling Stone dopo un ascolto preliminare. I brani trapelati fin ora, per quanto siano piacevoli all’ascolto, sembrano però smentire queste dichiarazioni forse affrettate, perché il loro impianto è spiccatamente pop dance.

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“Hair” è una canzone in pienissimo stile pop, poco pretenziosa e sicuramente danzereccia. I little monster forse non perdoneranno questa affermazione per cui ci scusiamo in anticipo, ma lo stile rimanda inevitabilmente, e purtroppo anche in modo banale, alle esibizioni corali dei New Directions del Glee Club. Volendo essere provocatori, la potremo definire come la “Don’t stop believin’” del 2011.

Sicuramente più elaborata, ma sullo stesso genere, “Marry The Night”, una canzone dance e romantica con chiari rimandi agli anni ’80 e ’90. Anche in questo caso, però, il brano non sembra aggiungere niente di nuovo al panorama musicale odierno. Il dubbio, perciò, è più lecito: quando Gaga ha affermato che “Born This Way” sarebbe stato il disco del decennio, a quale doppio lustro si stava riferendo?

Pur riconoscendo la piacevolezza di questi brani, orecchiabili e gustosi anche per il pubblico lontano da Gaga, è quasi superfluo rimarcare come della tanto millantata industrial, così come dell’elogiato rock e della tecno berlinese, non vi sia proprio nulla, se non qualche vago accenno in “Judas“.