Lady Gaga, come era prevedibile, si è fatta un altro nemico quando si è accesa uno spinello sul palco durante il concerto ad Amsterdam. L’ultimo sulla lista è il presidente del distretto di Staten Island che, tanto per alzare il tiro, l’ha chiamata direttamente “sgualdrina”.

Lady Gaga aveva fumato marijuana sul palco di fronte a migliaia di spettatori e aveva parlato dei vantaggi che il fumo le aveva portato nella sua lotta all’alcol e in termini di creatività. Ora l’81enne politico James P. Molinaro ha portato lei come esempio nella sua di battaglia contro l’uso di droghe:

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«Dobbiamo capire che c’è una tremenda influenza sulla nostra gioventù, un’influenza che io non ho avuto da giovane. E proprio lì è l’influenza. Basta glorificare l’uso di droghe. Questa è Gaga. Questa è quella che io chiamerei una sgualdrina. Questa sgualdrina sta influenzando molti molti bambini.»

Il politico in questione viene da una storia personale molto difficile, con un figlio morto di overdose nel 2006, perciò è indubbio che nei suoi attacchi a Lady Gaga sia più veemente di quanto non ci si aspetti. Ma “sgualdrina” è decisamente fuori luogo. Interrogato dal New York Times ha dichiarato che il suo uso del termine, “slut” in inglese, si riferiva ad altro:

«Basta guardare sul dizionario alla parola “sgualdrina” per vedere che è stata usata nel modo corretto prima di me, e dice “donna dalla condotta impropria”. Ora, non è forse improprio per qualcuno così in vista fumare uno spinello di fronte a dei bambini? Ho dei nipoti che la idealizzano, di 12 e 13 anni, ed è ridicolo. Vedi queste bambine che vanno in giro per Halloween vestite come lei.»

Resta il fatto che “sgualdrina”, casomai in un altro secolo fosse sinonimo esclusivamente di comportamento improprio, oggi significa altro e decisamente non è appropriato riferito alla Germanotta. Resta la questione del fumare canne in pubblico di fronte ai ragazzini, ma si tratta di marijuana e il dibattito a proposito delle droghe leggere è lontano dall’essere chiuso. Voi cosa ne pensate?

Fonte: New York Times