Nuovi guai per la camaleontica Lady Gaga, dopo il recente scandalo, poi smentito, sui proventi raccolti per il terremoto del Giappone. La cantante di “{#Born This Way}” è stata recentemente accusata di utilizzare la popolazione gay per vendere più album. Ma Lady Germanotta non ci sta e, così, risponde per le rime sull’ultimo numero di The Advocate, nota rivista a sfondo LGBT statunitense.

Galleria di immagini: Lady Gaga all'Europride di Roma

In questa occasione la Germanotta, la quale si è dichiarata bisex, ha voluto difendersi ricordando come il suo impegno nei confronti della lotta all’omofobia sia da sempre costante:

“Dire che uso la comunità omosessuale per vendere dischi è probabilmente una delle affermazioni più ridicole che si possano fare sul mio conto. Le cose a cui penso più spesso durante la giornata, oltre ai miei fan, ad amare la musica e a pregare la salute dei miei cari, sono la giustizia sociale e l’uguaglianza”.

E, in effetti, su questo punto non si può dar torto alla Mother Monster, perché gran parte delle sue battaglie, assolutamente garantite a costo zero e senza secondi fini, sono sembrate al pubblico davvero sincere: dall’abolizione del “don’t ask don’t tell“, all’impegno per il matrimonio gay nello stato di New York e, non ultimo, il commovente intervento all’Europride di Roma.

In merito alla sua arte, invece, la diva di “Judas” ha voluto così esprimersi:

“Alcune persone non sono nate per portare una maschera, ma io sì. Sono nata per indossare maschere, parrucche e abiti. Esprimere me stessa con i vestiti è la mia arte, è quello che sono. E la canzone è pensata per essere liberatoria non solo da un punto di vista individuale, ma anche da una prospettiva creativa.