È stato rilasciato solamente ieri sera e, come prevedibile, è stato rapidamente condiviso in tutti gli angoli dei social network. Stiamo ovviamente parlando di “The Edge of Glory“, il nuovo singolo di Lady Gaga tratto dall’imminente “Born This Way“. La risposta dei fan, così come per i precedenti due singoli, è però contrastante.

Da un lato vi sono moltissimi little monster, assolutamente entusiasti del nuovo pezzo di Mother Monster. Dall’altro, coloro che da Gaga si aspettavano qualcosa di più. La canzone è un pezzo dance classico e non molto pretenzioso, nonostante il testo si dice sia stato ispirato dalla morte del nonno della cantante newyorchese. Annunciato come un sapiente mix tra tecno, elettronica e rock in stile Bruce Springsteen, “The Edge of Glory” appare sicuramente piacevole per gli appassionati ma non così innovativo come preventivato.

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In “Born This Way” sono prevalsi i ritmi spiccatamente dance, con richiami alla discomusic degli anni ’70 e ’80, mentre in “Judas” si è preferito un sound più ruvido, intenzionalmente ispirato alla tecno berlinese degli anni ’90, lontanamente imparentato con la dubstep e con qualche lievissimo richiamo industrial. In “The Edge of Glory”, invece, è il pop più classico a trionfare, senza pretese troppo elevate se non nell’inserimento di un malizioso sax.

Sicuramente si tratta dell’ennesima hit di Gaga, vero e proprio tormentone fra tutti i little monster. Ma il brano non può non sollevare una questione importante: quella delle aspettative. Uno dei principali problemi dell’ultima produzione della Germanotta, infatti, sembrerebbe quello di alimentare aspettative elevatissime tra il pubblico che, tuttavia, non sempre vengono rispettate. Da quel che negli ultimi sei mesi è stato dipinto in modo estenuante come il disco del decennio, forse sarebbe lecito aspettarsi qualcosa di più. Con questo non si vuole dire che i singoli trapelati fino ad oggi siano carenti, tutt’altro, ma di certo per diventare l’album di una decade servono maggiori sforzi per dei brani che, seppur accattivanti, non rappresentano di certo il non plus ultra dell’innovazione.

Decisamente più intriganti sono apparsi i remix presentanti fino ad oggi, primi fra tutti “Scheiße” e “Government Hooker“, di cui si spera trepidanti in una conferma nelle loro versioni originali. Nel frattempo, l’appuntamento è fissato per la prossima settimana, quando verrà rilasciato “Hair“.