A cura di: Adriano De Carlo.

Mancano pochi giorni alla festa degli Oscar, un premio ambito fin dal 1929. Non è più il tempo delle divine, come Bette Davis, Jean Harlow, Joan Crawford e la classicissima Katharine Hepburn, attrici e dive ineguagliate, oggi una nuova generazione, non più di dive ma di attrici, si affaccia sul panorama mondiale del cinema, giovani e preparate, destinate ad un futuro luminoso, anche se le modalità del successo non sono più quelle di 50/60 anni fa.

Se in passato il premio veniva talvolta assegnato a dive non del tutto meritevoli, oggi chi fa questo mestiere non è attrice per caso: c’è un background, un percorso breve ma intenso, tutte hanno frequentato e frequentano scuole di recitazione e ancorchè giovani, hanno già maturato esperienze teatrali e televisive di spessore. C’è grande equilibrio nel pronostico tra le cinque candidate all’oscar come miglior attrice protagonista femminile di quest’anno.

Iniziamo dalla più prestigiosa: Meryl Streep, degna erede della tradizione delle grandi attrici-dive del passato.

Ha una bellezza irregolare la Streep, una femminilità che unisce un’apparente fragilità ad una determinazione che si manifesta in film come Kramer contro Kramer e in The Post, per la quale è candidata, nel quale sfodera un’interpretazione magnifica.

La più giovane candidata è la ventitreenne Saoirse Ronan per Lady Bird, il ritratto di una adolescente alle prese con tutto quanto le si presenta, il film è un un racconto generazionale che Saoirse interpreta con una varietà di toni che le sue prime apparizioni non lasciavano presagire. In The Way Back di Peter Weir era una dodicenne in fuga con un gruppo di uomini duri fuggiti da un gulag, quel suo sguardo smarrito da adolescente, quegli occhi un po’ spiritati erano solo un biglietto di presentazione. Più complessa la sua apparizione in Hanna, un thriller fantastico accanto alla già navigata Cate Blanchett alla quale si presume abbia “rubato” qualcosa. Non stupirebbe se riuscisse ad ottenere la vittoria.

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L’esplosiva Margot Robbie, ventisettenne australiana, potrebbe invece riservare la più grande delle sorprese. Bella, bionda, ha tenuto testa a Di Caprio in The Wolf of Wall Street, Robbie rimanda ad un’altra bionda di talento che non ha avuto ciò che si presumeva: Sharon Stone ma senza accavallare le gambe. Margot è già in pole position.

Frances McDormand, attrice sessantenne, già vincitrice di un oscar per Fargo, da anni sulla breccia, un volto caro al pubblico, ha trascorsi importanti in teatro, è la moglie di uno dei due fratelli Coen e potrebbe essere la sorpresa-non sorpresa, un cavallo sicuro. Frances è un’attrice meritevole che se premiata conforterebbe il versante meritocratico. Brava.

Resta Sally Hawkins, attrice inglese già vincitrice di Golden Globe, con La forma dell’acqua che ha buoni motivi per sperare nel premio più ambito.

Oggi, con i media in agguato, e dal momento che l’Oscar è legato ad interessi commerciali, assegnarlo diventa un processo retorico, si premiano talvolta attori o attrici dallo scarso appeal che, paradossalmente, grazie a questo sembrano meritevoli di ricevere l’ambita statuetta. Ogni tanto l’Academy premia infatti attrici sicuramente brave, ma spesso fin troppo giovani, in omaggio al talento trovato in una singola pellicola, ancora prima della carriera fatta fino a quel momento. Dimostrando di aver premiato un attrice di tendenza e col rischio di perdere quell’interprete nei rivoli di piccole produzioni, non più in grado di mantenere l’elevazione dell’attrice consacrata.

Viste le contendenti in campo si può comunque essere certi che l’attrice premiata sarà di certo un’ottima scelta.