La crisi economica sta spingendo sempre in alto l’imprenditoria femminile, con donne che scelgono di lavorare in agricoltura, occupandosi di diverse attività del primo settore non necessariamente frutto di sudore e mal di schiena e di uno spiccato utilizzo dei muscoli.

Ma non solo: secondo la Confederazione italiana agricoltori, le aziende che nel settore sono guidate da donne sono in aumento al punto che ormai un’impresa su tre rientra nel ramo dell’imprenditoria femminile, con una forza lavoro formata per il 40% da rappresentanti del gentil sesso. E la cosa è ancora più marcata nel sud dove le alte percentuali di disoccupazione, con punte ancor più elevate per la componente femminile dove quasi una giovane fra i 18 e 24 anni non ha un’attività.

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I dati ufficiali indicano che se nel 2002 le aziende agricole con titolare una donna erano il 30,4% a livello nazionale, oggi sono il 33,3%. E hanno saputo portare in campo (nel vero senso della parola) innovazione e attenzione per l’ambiente. C’è infatti chi ha inventato un nuovo tipo di utilizzo dell’aglio, impiegandolo come ingrediente per i dolci e i cioccolatini, magari facendo inorridire i puristi ma trovando un modo per portare una novità nel mercato. Il merito va a due imprenditrici piemontesi, che si sono reinventate coltivando questa piccola pianta bulbosa.

C’è poi un’imprenditrice della provincia di Pisa che ha detto basta con il lavoro di agente di viaggio: chiuso il negozio e detto addio a compagnie aeree che abbassavano le commissioni o tour operator sull’orlo del fallimento ora si è tuffata nell’azienda di famiglia coltivando piantine aromatiche, salvia, zenzero e peperoncini.

C’è anche una giovane neolaureata in disegno industriale degli interni presso il Politecnico di Milano che ora lavora nella bioedilizia impastando terra e paglia al 100% riciclata dagli scarti dell’agricoltura. Se questa lavoratrice in rosa ha 26 anni, la persona che guida un’aziendina in Molise ne ha appena 23 e, dopo una laurea in disegno industriale, si è messa a utilizzare gli scarti della vinificazione di una vigna per fabbricare matite colorate e originali imballaggi per le bottiglie di vino rosso di produzione propria.

Fonte: LiberoQuotidiano