Le pillole dimagranti a base di subutramina, destinate fino a ieri a persone in sovrappeso o affette da obesità, sono state dichiarate illegali dall’Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco, poiché comporterebbero dei rischi per la salute troppo alti rispetto ai benefici in quei pazienti che presentano anche diabete di tipo II o dislipidemia (elevata quantità di grassi nel sangue).

Il provvedimento si è reso necessario a seguito della valutazione del comitato per i farmaci per uso umano, afferente all’Autorità Europea dei Farmaci (EMEA), che ha riscontrato un rapporto costi-benefici sfavorevole

si legge nel comunicato stampa diramato dall’Aifa.

Insomma, i pericoli sarebbero davvero troppi rispetto a dei benefici piuttosto relativi, dal momento che, lo sappiamo ma è sempre bene ribadirlo, le pillole da sole non fanno miracoli, e spesso gli effetti che garantiscono hanno un’efficacia limitata solo al periodo di terapia. Dopo, torna tutto come prima.

Per maggiore sicurezza, è stato anche raccomandato ai medici di non prescrivere più tali pillole, e ai farmacisti di non venderle.

Tutto bene, dunque: di fronte ad un provvedimento a difesa della salute non possiamo che essere contente, prenderne atto e comportarci di conseguenza. L’unica cosa che mi chiedo (scusate il piglio polemico) è: ma i medici che ci stanno a fare? Ci voleva il provvedimento dell’Aifa per sapere che questi farmaci possono essere dannosi se somministrati in determinati pazienti? I medici, dopo tutti gli anni di studio che la loro preparazione richiede, non dovrebbero avere le conoscenze necessarie e sufficienti per sapere che, di fronte a certe patologie, un certo farmaco porta più danni che benefici?

E ancora (e soprattutto) siamo davvero sicuri che le farmacie smetteranno di vendere questi prodotti? Certo, direte voi, ci sono i controlli, ma sappiamo bene che non è fisicamente possibile monitorare tutte le farmacie italiane.

Il dubbio mi viene soprattutto perché la casa farmaceutica produttrice, la Abbott, se da un lato ha dichiarato che interromperà immediatamente la messa in commercio delle pillole, dall’altro non ha nascosto il proprio disappunto rispetto alla decisione dell’Aifa, che in questo modo “boicotterebbe” il farmaco e ne impedirebbe la fruizione anche a quei pazienti i quali, non essendo affetti da patologie in conflitto con la subutramina, ne trarrebbero sicuri vantaggi.

Come al solito in questa battaglia chi veramente rischia di rimetterci siamo noi consumatori: a questo proposito il Codacons, per bocca del suo presidente Carlo Renzi, ha invitato l’Aifa a

rendere pubblici i nomi dei farmaci vietati che sono stati venduti in Italia e ad avviare una campagna informativa

in modo da tutelare effettivamente i pazienti che corrono rischi.

Staremo a vedere, intanto, occhi aperti e attenzione alla composizione delle pillole che assumete.