Nei casi di ipotiroidismo, uno dei sintomi del malfunzionamento della tiroide o meglio del funzionamento ridotto, vi si registra anche un consistente aumento di peso, che quindi non dipende da un maggior apporto calorico. Ma ci sono dei cibi che in qualche modo possono favorire il buon andamento della tiroide.

Questa ghiandola particolare produce ormoni, FT3 e FT4, che regolano il metabolismo, quindi il peso corporeo e ciclo mestruale, ma anche l’andamento del cuore e organi, livello di colesterolo e l’efficienza mentale.

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Quando la tiroide rallenta la produzione di ormoni, disfunzione chiamata ipotiroidismo, i primi segnali che qualcosa non va nel nostro organismo sono sonnolenza, stanchezza, deficit di attenzione e di memoria, intolleranza al freddo, ma anche cute secca, capelli fragili e aumento di peso. Un segnale poi piuttosto visibile è l’ingrossamento stesso della tiroide, che finisce col formare il “gozzo”, un rigonfiamento nella parte anteriore del collo.

Ovviamente per curare l’ipotiroidismo bisogna ricorrere all’assunzione di farmaci che sostituiscano gli ormoni altrimenti prodotti dalla ghiandola. Non esistono diete miracolose che risolvano da sole il problema, ma ci sono degli alimenti che possono aiutare chi ne soffre, soprattutto per il rapporto tra iodio e la disfunzione in questione.

Gli ormoni tiroidei infatti contengono iodio, e con un apporto alimentare si può in qualche modo tamponare la mancata produzione da parte dell’organismo, ma solo come complemento alle cure. Perciò spazio al pesce, alle uova, latte e derivati.

Un adulto dovrebbe assumere 150 mcg di iodio e mangiando 3 porzioni di pesce a settimana si dovrebbe coprire un terzo del fabbisogno. Meglio pesce di mare, molluschi o cetacei. Per completarlo bisognerebbe assumere una porzione di latte al giorno, 2 o 3 di formaggi alla settimana e uno o al massimo due uova, sempre alla settimana.

Si può sopperire anche usando direttamente del sale iodato come sostituto al sale da cucina. Sempre senza esagerare, anche un eccesso di iodio infatti può avere effetti nocivi sulla tiroide. Se non si raggiunge l’apporto consigliato di latte, pesce e uova, si può usare un cucchiaino raso di sale iodato tutti i giorni. Altrimenti 2 o 3 cucchiaini a settimana.

Come ci sono cibi che possono aiutare, ce ne sono altri che andrebbero limitati, come patate dolci, cavoli, cavolfiori e cavolini di Bruxelles, verza e soia. Ma prima di ricorrere a qualunque dieta fai da te, è ovviamente il caso di rivolgersi a uno specialisti e scoprire lo stato di salute della propria ghiandola.