Il suo nome, Matevo, nasce dalla fusione di due parole: matematica ed evolutiva. Il suo ideatore, Bartolomeo Davide Bertinetto, ha sviluppato tale tipo di allenamento basandosi su precise formule di calcolo che, applicate all’allenamento, disciplinano l’aumento progressivo di carico e di macronutrienti, elementi indispensabili per la costruzione di nuovo tessuto muscolare.

Questo tipo di allenamento considera il corpo umano come un tutt’uno, non come una macchina suddivisa in compartimenti stagni, dunque coinvolge tutto l’insieme dei gruppi muscolari a ogni seduta. Al contrario degli allenamenti tradizionali che sottopongono anche l’atleta più in forma a sollecitazioni estreme, conducendolo a una sovraesposizione al rischio per la {#salute}, Matevo struttura l’allenamento in modo graduale e crescente.

Il principio basilare di questa disciplina è il risultato a lungo termine. In questo modo chiunque può ottenere dei successi, anche le persone più sedentarie. Le sostanze dopanti sono completamente bandite, al loro posto è preferita un sana e naturale {#alimentazione}. Come scrive Bertinetto nel suo libro “Forza e massa per tutta la vita”:

“Per risolvere molti problemi legati all’allenamento tradizionale ho ritenuto necessario elaborare e sperimentare qualcosa di nuovo, che non fosse ancora stato scritto nei libri. il metodo Matevo fa si che l’apparato nervoso non sia mai sovraccaricato e permette di trovare una nuova freschezza, mentale e fisica, con l’inizio di ogni nuova settimana di allenamento”.

Allo scopo di contrastare gli infortuni, Matevo prescrive solo esercizi multi articolari, che evitano una spinta eccessiva su legamenti e articolazioni, molto più fragili e meno elastici dei muscoli e con capacità di recupero lenta e complicata. Inoltre è strutturato in cicli annuali che consentono di far crescere man mano i carichi, prevedendo dei periodi di riposo, indispensabili per rinnovarsi sia mentalmente che fisicamente. 

Un altro principio importante del metodo è quello di far girare tutto il programma attorno a un esercizio base, ovvero la distensione su panca piana con bilanciere, facendo crescere gli altri {#esercizi} in proporzione a esso.

Un simile lavoro è facilmente eseguibile da tutti e difficilmente consente a chi lo esegue di sbagliare nel movimento. Una volta stabiliti i carichi sulla panca piana, si decideranno i pesi sugli altri movimenti in base a delle percentuali precise sull’esercizio cardine.

“Questo è un programma che dovrebbe essere seguito almeno per un paio d’anni per arrivare a un livello di sviluppo muscolare superiore. Puntualizzo che il metodo non ha solamente fini estetici, ma è soprattutto rivolto alla salute. È una vera e propria terapia anti-invecchiamento che agisce prima di tutto sul profilo ormonale del soggetto che vi si sottopone.”

Matevo raccomanda di allenarsi con i pesi al massimo 3 volte a settimana con 10 minuti di attività aerobica all’inizio e alla fine. Persino la quantità di macronutrienti da assumere è legata a rapporti matematici rigorosi, in proporzione al dispendio energetico. Più l’allenamento s’intensifica, più la quantità di carboidrati, proteine e grassi deve aumentare, onde evitare che sia la massa magra a ridursi, anziché quella grassa.