Chi di noi non ha mai sognato d’incontrare il vero amore per puro caso, ricevere una vera e propria dichiarazione d’amore proprio come succede nelle tipiche commedie romantiche, che ci hanno letteralmente imbottito il cervello ma che non ci stanchiamo mai di guardare.

Proprio per questo Giovanna Gallo, redattrice, blogger ed esperta di comunicazione digitale ha raccolto tutti i cliché in un vero e proprio manuale di sopravvivenza intitolato “L’amore non è un film”, ovviamente il tutto condito da una bella nota ironica! Ecco cosa ci ha raccontato nella nostra intervista.

- Alle spalle hai già una pubblicazione, “Eroine Multitasking”, la quale tratta delle situazioni quotidiane che una donna affronta almeno una volta nella vita: dal lavoro, alle relazioni amorose, il tutto sempre con una nota ironica. Correggimi se sbaglio ma anche il tuo ultimo lavoro,”L’amore non è un film”, anche se affiancato ad un tema differente (le tipiche commedie romantiche) parla comunque di donne. Come definisci il tuo stile e come mai hai deciso di trattare proprio questo argomento?

Eroine Multitasking (emmabooks, su Amazon) era un resoconto dettagliato di ciò che noi donne facciamo, in tutti gli ambiti della nostra vita e in contemporanea, con estrema maestria: praticamente teniamo gli equilibri di tutto, relazione di coppia, casa e rapporti sociali compresi. Anche per “L’amore non è un film” ho optato per il racconto di un universo prettamente femminile (ma stanno arrivando diversi feedback positivi anche dal mondo maschile!), quello delle commedie rosa, che tutte, almeno una volta nella vita, abbiamo visto. Il mio stile è molto, molto leggero, e volutamente: non potrei scrivere cose diverse da quelle che dico nella mia vita quotidiana, o cose che non penso, ed essendo una persona molto ironica mi piace riportare in quello che scrivo questa mia predisposizione. Insomma, il libro è un saggio sui cliché narrativi delle commedie romantiche, ma chi lo ha letto mi ha riportato belle recensioni rispetto… alle risate che si è fatto leggendolo!

- Dalle storie con doppie personalità ai matrimoni lasciati all’ultimo momento, tra le varie scene tipiche delle commedie romantiche, ti è mai capitato di viverne qualcuna o vorresti vivere almeno una volta nella vita? 

Sul mio profilo Facebook da un po’ di tempo è nato il tormentone della proposta di matrimonio mitologica che mi aspetto dal mio (povero) fidanzato e che non è ancora arrivata. Lui mi dice che vivo in un film (solo perché ogni tanto comincio una frase con “Se fossimo in una commedia romantica…”) e io gli dico che è arido perché non riesce a farmi un murales super-straccia cuore in cima alla Mole Antonelliana. La verità sta nel mezzo: io ci gioco molto perché la storia fa molto ridere, e a me piace far ridere. Però se non ricevo una proposta di matrimonio decente entro settembre 2014 scrivo un libro verità sui suoi difetti.

- Raccogliendo tutti i cliché citati, invece, quali secondo te sarebbero perfetti per creare un film con i fiocchi?

Selezioniamo i migliori per creare la sceneggiatura perfetta? Mi cimento per te in uno script improvvisata!

Ci sono Maya (tipico nome femminile ed evocativo da eroina dei film) e Trevor (tipico nome maschile sexy e volitivo da eroe da film) a New York che si scontrano fuori dalla biblioteca e litigano per decidere chi ha la colpa del disastro (caffè di lei su camicia immacolata di lui). Ma attenzione: tra i due c’è attrazione! E guarda caso hanno amici in comune! Purtroppo però il terribile padre di lui, squalo della finanza sposato in quarte nozze con una bionda playmate, ha in ballo una enorme trattativa per acquisire la piccola azienda di famiglia di Maya, distruggerla e costruirci su un centro commerciale. I due non possono amarsi, eppure continuano a vedersi (strano, prima dello scontro non si erano mai incontrati, e adesso che devono innamorarsi si beccano quindici volte al giorno in una città con un trilione di abitanti) e a conoscersi. Lui all’inizio sembra stare dalla parte del papà magnate, perché in cerca della sua approvazione, però in realtà si sta innamorando… e così, tra amici sostenitori di questo amore, equivoci e un piccolo aiutino del destino (leggi: sceneggiatori che devono far finire il tutto entro i 100 minuti) lui si rende conto che suo padre è un’idiota, che in realtà possiede il 51% delle quote della società di famiglia e ha potere decisionale sulla distruzione dell’attività di famiglia di lei. E con un grande gesto eclatante – corsa all’aeroporto, dove lei sta andando per trasferirsi sull’altra costa  e dimenticare il dolore di questa relazione impossibile – le dimostrerà che la ama. Titoli di coda, lacrime di Giovanna e di tutto il genere femminile del cinema. The end!

- All’interno della guida hai lasciato spazio anche ad una tematica molto delicata specialmente nella nostra società: l’amore omosessuale. Pensi che abbiano pari dignità anche all’interno di una società non troppo aperta come quella in cui viviamo?

Ma certo che sì! Ho molti cari amici che hanno fatto coming out e vivono la loro sessualità in modo trasparente e li ammiro molto per questo. Purtroppo viviamo in una società in cui dichiarare di essere gay è un atto di coraggio e non un normalissimo dato di fatto, che non dovrebbe in alcun modo offendere o stupire nessuno. Nelle commedie rosa il ruolo del gay è quasi sempre macchiettistico, purtroppo, perché viene utilizzato spesso a fini comici, e si pensa che lo spettatore medio apprezzi l’uso di un personaggio omosessuale ridotto al mero riflesso di ciò che in realtà è, ovvero una persona normalissima con un carattere, delle predisposizioni, un certo tipo di umorismo, pregi e difetti. Se qualche sceneggiatore di Hollywood mi sente, vi prego: queste macchiette non ci fanno ridere neanche un po’. 

- Questa potrebbe essere una domanda da giornaletto di gossip, ma diciamo la verità, tutte noi donne abbiamo una fantasia su almeno un divo del cinema. Nel libro hai citato Hugh Grant, Ashton Kutcher e molti altri: qual è la tua cotta segreta?

Hugh è in assoluto il mio preferito. Ha il suo personaggio incollato addosso (quello dello sfigatino ma dolce che conquista la gnocca supergalattica) e anche quando recita in un ruolo un po’ diverso (tipo il Daniel Cleaver di Bridget Jones o il Primo ministro di Love Actually) non riesci a dimenticarlo nel ruolo di stropicciato, impacciatissimo e adorabile di Quattro matrimoni e un funerale o Notting hill. Lunga vita a Hugh! 

Galleria di immagini: L'amore non è un film Giovanna Gallo

- Nel libro parli delle dichiarazioni d’amore che portano al “grande gesto”, ma che nella vita reale è raro che una donna possa riceverne una da sogno. A questo proposito ti senti di dare qualche dritta base da cui tutti gli uomini in generale possano prendere spunto e fare così una dichiarazione con i fiocchi?

Qualunque cosa io possa dire, è difficile che un uomo colga. ci sono uomini più o meno romantici e non è giusto di fare di tutta l’erba un fascio, ma dalla mia esperienza posso affermare con certezza che l’uomo è lineare nel dimostrare i suoi sentimenti e non contorto come noi donne. Se vuole sposarsi, chiede: “che dici, ci sposiamo?” e per lui è già sbilanciarsi sul baratro della disponibilità e del romanticismo. E in effetti è così, perché ogni uomo ha la sua storia e il suo limite, e magari quella frase per lui vuol dire oltrepassarlo. Dobbiamo essere brave noi donne a capirlo e ad apprezzarlo per questo.

- Dei 12 tipici personaggi da film americano elencati alla fine in quale ti potresti rispecchiare di più o, se potessi scegliere, quale saresti?

L’amica in sovrappeso che dispensa consigli! Ho un’opinione su tutto e sono curvy: non mi manca niente!

- Un consiglio, invece, alle inguaribili romantiche che, anche leggendo la tua guida e rendendosi conto della veridicità delle “situazioni reali”, non smetteranno mai di sognare e sperare di vivere una scena da film?

Dovrei darmi questo consiglio da sola, in effetti, perché pur avendone abbastanza di commedie romantiche, dopo tutte quelle che ho guardato durante la scrittura dei vari capitoli, non riuscirò mai a disintossicarmi del tutto. Anzi, proprio non voglio! L’importante è essere lucide e saperci scherzare su: se siete ironiche nessuno vi prenderà sul serio, mentre in realtà voi starete meditando una Grande Scenata Teatrale per portare un po’ di sano dramma alla vostra relazione. Il mio trucco è non dire mai di pensare sul serio quello che dico: i miei amici pensano che esageri per fini umoristici e così mantengo la mia credibilità, se ancora ne ho una, e nel frattempo, sogno. Comodo, no?

- Prenderai parte a qualche evento in particolare, qualche manifestazione legata in qualche modo alla letteratura e al tuo libro che vorresti ricordare? E, soprattutto, dove possiamo comprare il tuo libro?

Le presentazioni del libro sono rimandate a settembre, e prevedo di farne una nella mia città d’adozione, Torino, una a Milano e sicuramene anche nella mia terra d’origine, la Calabria. Nel frattempo sto organizzando un  grande party, cui ho invitato amici e colleghi blogger della città: colonna sonora della serata sono le soundtrack più belle dei film citati nel libro (la playlist la trovate su spotify), ci sarà una gigantografia della coloratissima copertina… avrei voluto anche Hugh Grant ma ha detto che non può venire! Il libro può essere acquistato in libreria (tutte! E se non lo trovate fisicamente, ordinatelo in massa!).