Sono iniziati nella notte e continueranno per tutta la giornata odierna i trasferimenti degli immigrati dall’isola di Lampedusa dopo i violenti scontri di ieri.

Scontri che avevano portato a una vera e propria guerriglia urbana e che avevano costretto il sindaco Bernardino De Rubeis a lanciare un appello molto forte al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano affinché intervenisse.

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«Qui non si può parlare di diritti umani e che non venga in mente a nessuno di parlare di razzismo perché noi lampedusani abbiamo fatto tutto in nome dell’accoglienza».

Così ha commentato il sindaco a seguito dei primi trasferimenti, per frenare eventuali polemiche.

Il sottosegretario Sonia Viale ha fatto sapere dal Viminale che tutti i clandestini che si trovano a Lampedusa entro un arco di tempo di 48 ore verranno trasferiti per essere rimpatriati.

Nella notte sono stati già allontanati 300 immigrati grazie a un fitto ponte aereo supportato anche da due C-130 dell’aeronautica militare. Oggi è previsto il trasferimento dei rimanenti 700.

Intanto gli animi sull’isola cominciano a rilassarsi nuovamente, soprattutto quello del primo cittadino che ieri era stato costretto ad asserragliarsi nel proprio ufficio.

«Sono più sereno, nella notte sono stati trasferiti da Lampedusa altri trecento immigrati tunisini e oggi sono previsti altri voli per portare via tutti gli altri clandestini che ieri hanno messo a ferro e fuoco la mia isola. Oggi cercherò di chiamare personalmente il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano per chiedergli scusa a voce delle parole offensive che ho usato ieri. Ma era appena avvenuto uno scontro e anch’io ero stato aggredito verbalmente da un gruppo di lampedusani. Ero spaventato. Spero di riuscire a parlarci».

Fonte: Quotidiano.net