La crisi libica ha messo alle strette l’isola di Lampedusa, meta privilegiata dai profughi e ormai sotto assedio, date le ormai scarse risorse rimaste alla popolazione per accogliere altri sbarchi e garantire la sussistenza sia degli autoctoni che dei nuovi arrivati.

Silvio Berlusconi ha voluto rassicurare la popolazione locale pianificando una visita ad hoc. Ai cittadini è chiesta pazienza perché, come promesso dal Governo, l’isola verrà presto trasformata. Chi si attende servizi e istituzioni più efficaci, però, rimarrà deluso: il progetto di Berlusconi è quello di trasformare Lampedusa in una nuova Portofino, con tanto di casinò e strutture per ricchi imprenditori.

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“Lampedusa tornerà un paradiso, apriremo un casinò e un campo di golf e abbiamo dato incarico a Rai e Mediaset di fare servizi che attirino gli italiani. Qui vorrei i colori di Portofino. Acquistando una casa qui ho garantito agli abitanti la mia presenza e la possibilità che loro riversino su questa casa il loro scontento, potranno imbrattarla”.

Il progetto governativo di trasformare la località in meta turistica per facoltosi abbienti, tuttavia, non deve essere stata gradita ad alcuni manifestanti che, in modo pacifico, hanno deciso di accompagnare la visita del Premier con cartelloni di protesta.

“Berlusconi fora de ball, nessuna accoglienza per il principale responsabile di questa indecenza”.

Questo uno dei tanti messaggi incriminati che, evidentemente, non deve essere stato gradito dal Presidente del Consiglio, visto che i manifestanti e i giornalisti presenti a riprendere la scena sono stati minacciati di morte:

“Berlusconi è venuto a salvarvi il c**o, portate via questi cartelli. Queste telecamere ve le facciamo mangiare, vi ammazziamo come i cani oggi”.

La vicenda è assolutamente scioccante, seppur nella sua limitata efficacia. Non si tratta di essere a favore oppure contro a Silvio Berlusconi, onere questo che rimandiamo ai nostri lettori, bensì di rispettare il diritto di protesta dei cittadini e quello di cronaca degli organi di informazione. L’antagonismo, infatti, dovrebbe essere combattuto con impegno e passione politica, escludendo metodi violenti atti a zittire eventuali oppositori. Al momento, nessuna dichiarazione ufficiale sull’accaduto è arrivata da fonti governative: la speranza, tuttavia, è che si tratti dell’iniziativa privata di un appassionato berlusconiano piuttosto di una linea di condotta foraggiata dagli organi istituzionali.