Sappiate che per lavare i capi di lana senza rischiare di infeltrirli occorre immergerli e sciacquarli con acqua tiepida ad una temperatura costante per evitare che lo sbalzo termico provochi l’indesiderato fenomeno, rimpicciolendo il golfino preferito di vostra figlia.

Ma se il guaio ormai è fatto, allora non vi restano che due alternative: riutilizzare il capo rovinato come panno per spolverare, oppure cercare di recuperarlo facendo affidamento al metodo utilizzato in passato dalle nostre nonne. Immergete il capo di lana in acqua tiepida e bicarbonato di sodio, lasciate in ammollo per una ventina di minuti e sciacquate con acqua tiepida alla stessa temperatura della precedente (circa 35 gradi) aggiungendo una mezza tazzina di glicerina. Lasciate  poi asciugare lontano da fonti di calore dirette (per intenderci, mai sul termosifone!).

Un altro efficace rimedio è quello di immergere la lana in acqua e ammoniaca nella proporzione di un cucchiaino da caffè ogni litro d’acqua, lasciandolo per un giorno intero, oppure, se la pazienza non è il vostro forte e vi piace saggiare i risultati prima possibile, lasciate per circa due ore il capo in ammollo in acqua fredda e latte nella proporzione di una parte di latte e tre parti di acqua.

Piccolo segreto: mezzo limone privato dei semi e aggiunto ad ogni bucato, anche alla lana, dovrebbe limitare il fenomeno dell’infeltrimento svolgendo, contemporaneamente anche un ‘azione sbiancante.