Non solo industria manifatturiera o meccanica, auto, scooter, stereo e televisioni: ora l’Asia sembra quasi dettare legge anche nel campo della moda, dopo aver preso in mano le redini del settore tessile mondiale producendo fisicamente milioni di capi di abbigliamento poi esportati nel resto del mondo spesso con marchi occidentali.

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L’Oriente, comunque, anche se non detta propriamente legge, sicuramente ispira gli stilisti di moda e di conseguenza anche i consumatori, che vogliono abiti vagamente simili ai kimono, rigorosamente abbinati alle tradizionali cinture obi giapponesi.

Tra i must have della prossima estate non possono mangare le stampe orientali raffiguranti scene di vita all’ombra della Grande Muraglia, del Monte Fuji o delle palme dell’Indocina. E ai piedi? Via il casual europeo – che comunque rimane negli armadi – ecco arrivare le scarpe con plateau che regalano centimetri preziosi a chi è sotto il metro e 65. Per le camicie, stop ai colletti francesi più o meno larghi e arrivo dei colletti alla coreana, come andavano di moda alcuni anni fa e che non hanno mai preso piede veramente.

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Sopra alle camicie, ecco le giacche destrutturate, che hanno sfilato nei giorni scorsi sulle passerelle della moda milanese. Un po’ tutti gli stilisti, in realtà, hanno guardato a Oriente per creare i propri modelli femminili, non solo ingaggiando anche modelle con gli occhi a mandorla ma anche puntando su vestiti dipinti a mano – ormai una rarità – sui già citati kimono, sulle vestaglie multicolori che potrebbero essere indossate anche da Madama Butterfly. Se la pittura a mano è stata lanciata da Etro, i sandali sono stati una prerogativa di Prada che li vuole indossati con calze e tailleur, nonostante molti italiani tradizionalisti – soprattutto di sesso maschile – abbiano visto in ciò un attentato alla sensualità femminile.

Per il giorno – ed eventualmente anche per la sera – ecco i caftani, sempre con colori e immagini che richiamano il Sol Levante, o i vestiti giapponesi di Marras, che ha solo scelto di accorciarli leggermente per adattarli ai gusti europei. Praticamente la stessa filosofia ai Pucci ed Hermes, che alle loro creazioni di moda hanno combinato lo stile asiatico con la sensualità occidentale.

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Fonte: Il Messaggero