Una donna, Laura Boldrini (foto by infophoto), Presidente della Camera. In barba alle presunte opinioni di Papa Francesco. E già ci sembra di aver realizzato una sorta di sogno impossibile, come se una grazia ricevuta ci fosse piombata secca sul cranio. Poi, se pensiamo che a capo degli Stati le donne trovano ancora, spesso e volentieri, il cartello “Vietato l’ingresso”, allora ci accorgiamo di quanta poca strada abbiamo fatto in realtà.

Il mondo è ancora in mano agli uomini. L’Italia soprattutto. E questo non per voler a tutti i costi correre verso una cieca parità dei sessi, ma soltanto per ragionare in termini puramente statistici. Ci illudiamo di aver conquistato chissà quali libertà di pensiero e di azione. In realtà voliamo ancora vedendo il cielo a strisce. Ma questa è un’altra storia.

Veniamo alla Boldrini: curriculum eccellente, una vasta esperienza nel sociale e nella cooperazione internazionale, preparazione scolastica ed esperienza duttile. Donna, innanzitutto. E per questo osannata e infangata, già a giorni alterni.

Il suo discorso di insediamento è stato ripreso, condiviso, linkato, twittato e ritwittato; accolto come una proposta di speranza, come segno di tanto atteso cambiamento; ma decisamente triturato su altri fronti.

Accusato di mancanza di spessore, di ironia, di profondità, di proposte concrete. Ma denso di imperativi evanescenti e di luoghi comuni. Probabilmente si tratta di un’analisi narrativamente e sintatticamente eccellente. Forse il discorso si poteva costruire meglio.

Ma d’altra parte ci si scorda che chi ascolta non ama più i giri di parole. E che i fatti si fanno con i fatti. Verba volant, anche se su un video di Youtube. A volte le banalità servono; servono perchè al mondo non sia tutto così scontato. O addirittura assente.

Dunque la domanda che mi pongo è: la Boldrini è davvero così priva di personalità come potrebbe dipingerla il suo primo discorso? Francamente non lo so ancora. Anche se a leggere il suo blog personale non si direbbe.

So soltanto una cosa: che è una donna, e a quanto pare anche in gamba. E che voglio darle a qualsiasi costo la possibilità di dimostrarci qualcosa. Rinunciare al 30% del suo stipendio e all’appartamento che le spetterebbe mi sembrano già due passi apprezzabili, ad esempio.

Dicono che le donne al comando siano terribili: un mix letale di estrogeni, isteria e sindrome premestruale o da menopausa. Ma magari fosse. Almeno certe creste da gallo potrebbero venire quantomeno pettinate.