Anche con una laurea è difficile trovare un impiego in linea con il percorso di studi, motivo per cui ammortizzarne il costo sarà impresa di almeno un lustro. Tesionline ha lanciato un sondaggio per sapere cosa si aspettano i nuovi laureati o i laureandi italiani e i risultati non lasciano ben sperare.

Certo, i tempi in cui la laurea rappresentava un lasciapassare infallibile sull’ascensore sociale sono passati, ma le risposte degli oltre 12 mila laureati che hanno partecipato al sondaggio dicono qualcosa di più: lo sconforto, il pessimismo, addirittura la rabbia.

È una generazione di indignados, il 42,6% dei quali ha risposto che probabilmente non lavorerà nel settore per cui ha studiato oppure fa già un lavoro diverso da quello immaginato. Moltissimi invece non sanno esprimersi (26,3%), forse perché freschi di titolo, inesperti, ma di certo non illusi.

Non solo tantissimi laureati sono convinti, non a torto, che dovranno accontentarsi di un lavoro qualitativamente inferiore al proprio titolo, ma ci metteranno pure tantissimo ad ammortizzare l’investimento in denaro fatto per arrivare alla laurea. Secondo la maggior parte di loro (35%) per recuperare quanto hanno speso ci vorranno più di cinque anni. Da due a tre anni, dice il 29,5%, e persino più di dieci per un laureato su cinque.

Il sondaggio permette di analizzare come il differenziale (oggi si direbbe spread) tra laureati e laureandi o non laureati si assottiglia sempre più: mediamente, le risposte dei laureati a domande come “lavorerai o stai lavorando nel settore per cui hai studiato”, oppure “quanti anni ci vorranno per recuperare quanto hai speso?” sono più ottimistiche per un 5%. Così commenta chi ha commissionato il sondaggio:

«Dati significativi, che indicano chiaramente una sfiducia generale nei confronti di un’Italia che arranca e che è sempre meno in grado di offrire opportunità valide ai suoi migliori talenti. Giovani laureati che il nostro Paese si lascia portare via, compromettendo sempre di più la sua crescita e la sua credibiltà internazionale.»
Fonte: Tesionline