Giovani donne italiane tra università e carriera. Anni trascorsi sui libri e dopo la laurea il tanto, agognato, ingresso nel mercato del lavoro. Detto così sembra semplice e lineare, senza intoppi di sorta.

Ma dopo la laurea non avviene esattamente così, complici le innumerevoli difficoltà per l’economia del paese, un’offerta di laureati sempre crescente e non supportata da un’altrettanta domanda, senza dimenticare la discriminante costituita dal sesso: tutti fattori che impediscono al mercato del lavoro giovanile di rifiorire.

Una laureata su quattro, infatti, a 4 anni dal conseguimento del titolo svolge una mansione per cui non risulta necessario il titolo di studio ottenuto. È quanto emerge dallo studio condotto dalla società Hr Bachelor, da 12 anni leader nelle ricerche e selezione di neolaureati.

Il 16 novembre a Milano l’ufficio studi della società ha esposto i risultati di una ricerca incentrata sull’universo femminile e relativa posizione lavorativa, dal titolo: “Giovani laureate in cammino tra università e carriera”. Il campione di riferimento è composto da 1000 giovani donne che hanno conseguito la laurea nel 2007. L’obiettivo dell’indagine è l’analisi della situazione socio-economica delle giovani laureate, indagata a distanza di quattro anni dalla fine degli studi, e rappresentativa per facoltà e area geografica.

Secondo i dati, le laureate che si sono adattate a svolgere un lavoro per il quale è sufficiente avere un diploma hanno studiato materie umanistiche (il 34%) e giuridiche (33%). Quasi tutte le laureate in ambito scientifico, così come quelle in architettura, ricoprono invece una mansione ritenuta adeguata per una laureata di quel settore (l’82% di entrambi i gruppi).

Molto significative altresì le contraddizioni emerse dalla ricerca; le donne, infatti, nonostante il dato occupazionale, non solo raggiungono risultati migliori durante gli studi ma risultano essere sempre più apprezzate sul posto di lavoro. Conseguentemente l’ex “sesso debole”  si trova a svolgere sempre più spesso mansioni e occupare cariche un tempo riservate ai soli uomini. Purtroppo, nonostante i riconoscimenti positivi, le discriminazioni e le difficoltà per le donne sul posto di lavoro continuano a esistere, e a ostacolare l’inserimento delle neolaureate in ambiti lavorativi, rendendo loro difficile fare carriera.

Fonte: Bachelor