Riprendono oggi le repliche su Italia 1 di “Camera Café” la fortunata sitcom con Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, che sostituirà la striscia primopomeridiana occupata in precedenza da “American Dad”.

Fortunata sitcom perché continua a fare ascolti anche in occasioni delle repliche, soprattutto perché si prepara, la prossima settimana, a fare da apripista alla nuova serie della cadetta di Mediaset “Champs 12“, secondo la critica destinata a emulare il successo de “Il mondo di Patty“.

Ma dietro un successo televisivo c’è sempre un grande lavoro, soprattutto autorale. In passato, uno degli autori di “Camera Cafè” è stato Davide Aicardi, nato come sceneggiatore di fumetti e per il cinema, a un certo punto della sua carriera prestato alla TV, con un risultato che dura nel tempo.

Tanto che Aicardi si è occupato di candid show e sitcom, per Rai e Mediaset e Disney Channel: enumerarle tutte sarebbe davvero troppo lungo. Basti sapere che oggi è impegnato in una serie di progetti paralleli, tra cui le sceneggiature per la serie d’animazione spin-off di Winx Pop Pixie e Spike Team, ed è autore dei “Pali e Dispari” per l’approfondimento cinematografico di MTV. Noi di oneTiVu l’abbiamo intervistato.

Questa settimana ripartono le repliche di “Camera Cafè”, in una stagione del quale sei stato autore. Perché questo show resta un evergreen e viene replicato con successo?

Ho preso parte alla scrittura della terza serie, su quattro totali prodotte finora, ed è stato per me l’esordio effettivo nel mondo della televisione. Da quel momento in poi il mio impiego come sceneggiatore è avvenuto prevalentemente per questo media. Spiegare perché Camera Cafè continua ad avere un suo seguito non è così semplice. Sicuramente il successo della trasmissione non è attribuibile a un unico elemento ma a un’alchimia di situazioni che si sono trovate a convivere favorevolmente. Partiamo dall’inizio: non è un format italiano, nasce in Francia ed è costruito con criteri diversi da come si progettano le cose nel nostro paese. Parte dai personaggi, dalle loro caratteristiche, le loro debolezze, dalle loro esperienze di vita famigliare e aziendale… i personaggi erano vivi già in fase di scrittura e progettazione. Sono stati poi gli attori a completarli portandoli sullo schermo ma sempre adattandosi, o meglio, interpretando, le intenzioni degli autori. La comicità presente nella serie è sempre portata dal personaggio e dai conflitti che lui vive con se stesso o con chi gli sta attorno. È quella che è definita la situazione (sit-com = situation comedy) in cui il personaggio viene a trovarsi di volta in volta a interessare, divertire e appassionare il pubblico che rimane incollato allo schermo perché vuole sapere come il Paolo Bitta di turno riuscirà a uscire da quel pasticciaccio brutto. Per farmi capire: non si ride perché viene detta una battuta, ma perché è quel personaggio a dirla. Quando avviene questo, significa che il pubblico è talmente affezionato al protagonista della storia che difficilmente lo mollerà per strada. Insomma, non si parte dagli attori per ri-scrivere la loro comicità, ma sono gli attori a entrare nei personaggi e a farli vivere. Questo è un punto essenziale del successo della serie perché anche in Italia è avvenuto lo stesso con un lavoro eccezionale fatto in fase di casting durante il quale si è riuscito a mettere insieme una squadra bravissima e divertentissima. Il talento di Luca e Paolo è evidente, ma la cosa interessantissima è il rilievo che i personaggi comprimari hanno preso durante l’avanzare della serie e come il gradimento del pubblico sia sempre cresciuto nei loro confronti. Debora Villa e Alessandro Sanpaoli, per citarne solo due, hanno portato i personaggi di Patti e Silvano alla popolarità di Bitta e Nervi. Probabilmente un altro fattore determinante è stato proprio il formato della serie. Gli episodi brevi e autoconclusivi permettono allo spettatore di sedersi davanti alla televisione senza prevedere un impegno di visione troppo prolungato e psicologicamente, il poter dire “guardo solo un episodio poi vado” aiuta molto a catturare l’audience. Poi succede come le castagne o le ciliegie: è sempre l’ultima, ma non lo è mai davvero! Sempre il formato ha permesso alla serie di essere replicata molte volte, anche utilizzata come “riempitivo” in certe situazioni, e questa presenza praticamente continuativa sugli schermi da quando Camera Café ha fatto la sua prima apparizione ha probabilmente contribuito a renderla molto visibile e a far crescere la sua schiera di aficionados. E in conclusione… vogliamo dirlo? Là in mezzo c’era anche qualche autore davvero bravo (e non parlo di chi scrive).