Capita spesso, lo esige il capo ufficio e la tecnologia lo permette. Lavorare anche al di fuori dell’orario legittimo è una pratica che coinvolge gli esponenti di entrambi i sessi, che grazie a cellulare, email e quant’altro potrebbero non staccare mai la spina dalla professione.

C’è tuttavia una grande differenza, che segna un altro punto di stacco tra i due sessi: le lavoratrici donne, infatti, si sentono molto più in colpa rispetto ai colleghi maschi.

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Non si tratta di stacanovismo, né di una maggiore dedizione degli uomini verso il lavoro, ma semplicemente di una naturale predisposizione delle donne a essere le regine della casa, e madri prima di tutto.

Già il fatto di dovere, e volere lavorare fuori casa, rappresenta spesso un grande motivo di ansia per le mamme, che sono spesso costrette ad affidare i neonati di pochi mesi alle cure di altre persone, per tenersi il posto di lavoro o garantirsi le medesime mansioni precedenti alla maternità.

Ad affermare questa disparità tra uomini e donne è stato uno studio condotto dall’Università di Toronto e pubblicato sul Journal of Health and Social Behavior. Su oltre 1.000 di lavoratori statunitensi di entrambi i sessi, interpellati tra il 2005 e il 2007, la maggioranza delle donne ha dichiarato di provare angoscia e senso di colpa se deve rispondere al telefono o a un’email di lavoro da casa.

“Abbiamo preso un campione casuale dei lavoratori ma rappresentativo, e abbiamo fatto loro una serie di domande relative al lavoro e alla famiglia, e anche alle emozioni e alla salute. Abbiamo scoperto che vi era un’associazione tra la ricezione di chiamate di lavoro a casa e il senso di colpa, ma solo nelle donne. Non abbiamo trovato questa associazione negli uomini”.

Queste le parole di Scott Schieman, responsabile della ricerca, che ha messo in evidenza come nonostante la vita familiare delle donne coinvolte nel sondaggio non fosse stata assolutamente influenzata da questi momenti di lavoro extra, la maggior parte si sentiva comunque in colpa per non essere al 100% con marito e figli.

L’esito di questo sondaggio fa molto pensare, soprattutto in un periodo caratterizzato dall’avvento di tecnologie sempre più innovative che consentono una maggiore flessibilità, anche nel lavoro. Si tratta del classico rovescio della medaglia?

Probabilmente si, basta pensare che sono proprio le donne a chiedere, a gran voce, la possibilità di lavorare da casa o, perlomeno, di proseguire i compiti fuori dall’ufficio per andare maggiormente incontro alle esigenze della famiglia. Ma nessuna agevolazione, forse, servirebbe a placare i sensi di colpa di una mamma.