Dimenticare il posto fisso, le lunghe code in mezzo al traffico per andare in ufficio, i faccia a faccia con i colleghi sgraditi. Sempre più persone scelgono di lasciarsi alle spalle tutto ciò e cercare un lavoro in rete: la maggioranza di questi e-workers, inoltre, sono donne.

Il 64% dei lavoratori in rete sono di sesso femminile, donne di tutte le età, spesso mamme ma anche single talvolta lasciate a piedi dalla propria azienda, oppure semplicemente desiderose di avviare un’attività imprenditoriale sfruttando le potenzialità del Web.

A fornirci questi dati è il fondatore del sito Wwworkers.it, la community dei lavoratori in rete, che durante la Social Media Week di Milano partita il 19 settembre ha illustrato meccanismi e vantaggi del lavoro online, sottolineando come il ritratto degli e-workers sia ormai sempre più a tinte rosa.

Se si pensa alla maggiore flessibilità, alla possibilità di gestire al meglio impegni di lavoro e tempo libero, di conciliare carriera e famiglia, non è difficile intuire quali sono le motivazioni principali che spingono sempre più donne a preferire un lavoro in rete, sebbene non richieda un impegno minore e abbia anche i suoi lati meno appetibili.

Le aziende che offrono la possibilità di sperimentare il telelavoro sono un numero ancora limitato, ma le opportunità per lavorare da casa utilizzando Internet non sono poche, senza considerare che moltissime donne scelgono di diventare imprenditrici e avviare un’attività di vendita in rete. Secondo Giampaolo Morelli di Wwworkers.it non si tratta tuttavia di un passo semplice da compiere.

“La scelta non è mai impulsiva. Le persone meditano per diverso tempo se lasciare o meno un posto di lavoro per mettersi in proprio: in media ci si impiega 5 anni.”

A fare leva sulla decisione di rinunciare a un lavoro fisso, o comunque a un impiego in sede, è spesso l’arrivo della maternità. Con un figlio in tenera età da gestire, la nuova condizione di madre lavoratrice, la carenza di aiuti esterni e, spesso, l’età che avanza, un’attività online rappresenta uno spiraglio da non sottovalutare.

“Per molte donne l’idea scatta durante la maternità, quando si passa più tempo in casa e davanti al computer. Poi con l’andare del tempo, la necessità di conciliare la gestione dei figli con il lavoro, spinge molte di loro a diventare concretamente imprenditrici.”

Fonte: Corriere, Wwworkers