Non sono poche le donne che lavorano su turni, che vivono una routine quotidiana particolare e ogni giorno differente, spesso caratterizzata da orari notturni decisamente faticosi. Che cosa succede quando queste lavoratrici si trovano in stato di gravidanza?

Una recente ricerca made in Italy smentisce la teoria più comune secondo la quale essere turniste nuoce alla {#gravidanza}, esponendo la futura mamma a rischi aggiuntivi e danneggiando la salute sua e del bimbo. Tra le principali conseguenze spiacevoli dei turni di lavoro, ad esempio, ci sarebbe una maggiore probabilità di parto pretermine e di neonati sottopeso.

Queste affermazioni sono state tuttavia confutate da uno studio condotto da Matteo Bonzini dell’Università degli Studi dell’Insubria: dopo aver esaminato ben 23 ricerche differenti effettuate su migliaia di donne a livello internazionale, il team di esperti ha effettivamente scoperto come i rischi per le future mamme turniste siano molto limitati.

“A conti fatti, i dati attualmente disponibili sulle nascite non rappresentano una ragione convincente per stabilire restrizioni relative a turni di lavoro in gravidanza”.

Non ci sarebbe alcun legame, quindi, tra l’orario di lavoro non regolare e un’attività ormonale scombussolata, resa tale proprio dai disturbi che i turni di lavoro possono creare all’orologio interno di ciascuno di noi. Basta pensare ai risultati di un ulteriore studio USA che ha messo in evidenza come le infermiere che lavorano su turni notturni abbiano un ciclo mestruale irregolare, gettando le basi per una nuova ricerca: il lavoro su turni può compromettere la fertilità?

Più che a causa del {#lavoro} in se, infatti, bisognerebbe indagare sullo stile di vita delle donne che hanno un simile impiego, soprattutto in relazione al tipo di alimentazione e a eventuali abitudini poco salutari. Questo è comunque il consiglio degli studiosi.

“Sarebbe prudente, quando le circostanze di lavoro lo consentono e se le donne in gravidanza desiderano farlo, ridurre la loro esposizione a turni e al lavoro notturno”.

Fonte: AskaMum.com