La legge italiana sul lavoro tutela la lavoratrice madre in caso di licenziamento, purché non per una giusta causa.

La lavoratrice madre ha diritto al congedo parentale facoltativo, ma non può assentarsi dal lavoro senza averlo prima comunicato al suo datore di lavoro, perché ha l’obbligo di comunicare al datore di lavoro l’intenzione di utilizzare il congedo parentale facoltativo.

Così ha stabilito la Cassazione con la sentenza 16746/2012, che ha dichiarato legittimo il licenziamento per giusta causa considerando colpa grave il mancato adempimento degli obblighi di comunicazione preventiva all’azienda, in tal caso l’utilizzo del congedo parentale facoltativo risulta assenza ingiustificata.

Il dlgs 151/2001/52, ovvero il “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma” stabilisce il divieto di licenziare la lavoratrice in gravidanza fino al compimento del primo anno di età del bambino, ma non nel caso in cui scatta la ‘colpa grave da parte della lavoratrice, costituente giusta causa per la risoluzione del rapporto di lavoro’.

Il congedo parentale facoltativo non è assenza ingiustificata in quanto è un diritto, come abbiamo precisato, ma diventa assenza ingiustificata e quindi è motivo di licenziamento per giusta causa, se la lavoratrice madre non lo comunica al suo datore di lavoro in tempo utile perché lui possa riorganizzare il lavoro in azienda.

Tuttavia, il comma 3 dello stesso articolo stabilisce che “il genitore è tenuto, salvo casi di oggettiva impossibilità, a preavvisare il datore di lavoro secondo le modalità e i criteri definiti dai contratti collettivi, e comunque con un periodo di preavviso non inferiore a quindici giorni”.

Quindi, se la lavoratrice madre non ha comunicato in tempo utile al datore di lavoro l’utilizzo del congedo parentale facoltativo a causa di particolari condizioni dovute alla gestazione e alla maternità, non può venire licenziata per giusta causa. Pertanto, il datore di lavoro deve accertarsi del fatto che l’omessa comunicazione sia stata causata da particolari condizioni. In caso contrario il licenziamento è legittimo per giusta causa.