Niente premi di produzione alle impiegate e operaie FIAT che hanno usufruito del congedo di maternità, o di altri permessi concessi per la cura dei familiari: un assegno extra di 600 euro annui che non può essere destinato ai dipendenti che hanno lavorato meno di 870 ore, comprese le lavoratrici mamme.

Non si placa l’ira delle lavoratrici FIAT presso gli stabilimenti modenesi, penalizzate da un accordo (l’accordo di Pomigliano, precisamente) che nega il diritto a ricevere il bonus di produzione per il 2012 alle donne in congedo di maternità, ovviamente impossibilitate a coprire 870 ore di lavoro annue.

Un diritto negato e una clausola discriminatoria secondo le dipendenti FIAT, che attraverso la FIOM hanno deciso di far sentire la loro voce e inviare una lettera al Ministro Elsa Fornero, per denunciare un accordo che non tutela i diritti delle lavoratrici. Una petizione che raccoglie 205 firme e nella quale si legge:

«Noi donne abbiamo una ragione in più per voler cancellare quell’accordo, perché in esso sono contenute norme gravemente discriminatorie, lesive della legislazione vigente e dei principi di parità, sanciti dalla Costituzione Italiana e riaffermati dalle normative europee».

Una polemica che si arricchisce di nuovi spunti di riflessione grazie alle novità che arrvano proprio dal CdA della FIAT, nel quale a breve entreranno quattro donne come consiglieri, un avvenimento unico nei 113 anni dell’azienda automobilistica che segnala la volontà del gruppo di favorire le pari opportunità, probabilmente non ancora estese a tutti i livelli occupazionali.

Fonte: Il Fatto Quotidiano