Telelavoro, flessibilità nell’orario, agevolazioni per asili nido. Queste sono solo alcune delle iniziative che un’azienda potrebbe, e dovrebbe prendere per favorire il lavoro femminile, rendendo le dipendenti maggiormente in grado di far fronte alle esigenze lavorative e familiari, senza sacrificare nessuno dei sue ambiti.

La situazione in Italia è però ben diversa, infatti secondo un’indagine promossa da Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della donna), nel 2010 solo il 18% delle medie e grandi aziende ha messo in piedi campagne di sensibilizzazione attivandosi per il benessere delle donne lavoratrici.

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Anche per quanto riguarda la pianificazione futura, solo un’impresa su quattro ha presentato un piano di iniziative a sostegno della professione femminile. Si parla anche di campagne di prevenzione riguardo la salute, incentrate sulla promozione di uno stile di vita sano e sull’incentivazione di screening periodici relativi, in questo caso, ai tumori femminili.

È sempre Onda a rendere note quali sono le esigenze delle lavoratrici, effettuando una seconda indagine che ha coinvolto le dipendenti Bosh presenti sul territorio nazionale. Le circa 1400 donne intervistate hanno sottolineato soprattutto la mancanza di iniziative aziendali legate allo stress sul lavoro, così come alle malattie che colpiscono seno, utero e ovaie.

La promozione della salute fisica e mentale delle donne in azienda, quindi, è utile anche per migliorare la qualità del lavoro e la stessa competitività, seppure fattori come i costi elevati e le difficoltà organizzative rendano difficilmente attuabile qualsiasi programma a riguardo, come spiega Marco Sampietro, professore alla Sda Bocconi di Milano.

“Un’azienda, specie se di piccole dimensioni, sarà più orientata a indirizzare il proprio budget verso situazioni e attività monetizzabili. Più favorevoli allo sviluppo di queste iniziative sono invece le grandi aziende dove, per ragioni di competenze manageriali sviluppate, background internazionali, si punta su obiettivi di impatto sociale, come lo è la promozione della salute e del benessere”.