Esistono ancora i mestieri solo maschili e quelli solo pensati per i sesso debole? Finché si può scegliere, forse, le donne preferiscono portare avanti professioni meno faticose e più adatte all’indole femminile, tuttavia sembra che la crisi economica abbia stravolto anche questo stereotipo.

Molti impieghi tradizionalmente in mano agli uomini stanno progressivamente ampliando la tipologia di persone che li praticano, e fra queste compaiono sempre più donne.

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Ad affermarlo è una ricerca dell’Ufficio studi della Camera di Commercio di Monza e Brianza, condotta su dati del Registro Imprese. Da una recente indagine sulle attuali professioni svolte dalle lavoratrici nel territorio nazionale, infatti, è risultato un numero sorprendente di donne che ha deciso di intraprendere mansioni finora considerate prerogativa maschile.

Si parla di oltre 2300 donne fabbro e 1800 camioniste, solo per citare le cifre più atipiche. Seguono 400 elettriciste, 700 idrauliche, 140 falegnami al femminile e 300 calzolaie. In tutto sarebbero circa 4000 le esponenti del gentil sesso che fanno un mestiere di pura fatica fisica, in alcuni casi per interesse personale ma soprattutto per necessità.

E a sorprendere ancora di più è la notizia che, in tutto il 2010, ogni 26 nuove officine artigiane avviate una è stata voluta e aperta proprio da una donna. Questo studio della Camera di Commercio è stato promosso in concomitanza di un bando di sostegno per i mestieri artigiani, che ha lo scopo di promuovere e riattivare questi lavori tradizionali.