Una buona autostima rappresenta una conquista difficile per molte donne, sempre più impegnate nella ricerca di un equilibrio tra vita privata e professione, e spesso costrette a mettere da parte desideri e aspirazioni personali per esigenze familiari e difficoltà di conciliazione. Ma esiste la ricetta perfetta per aumentare l’autostima femminile? Qual è l’ingrediente fondamentale che consente alle donne di far crescere la sicurezza e la fiducia in sé stesse?

A queste e ad altre domande ha risposto un sondaggio realizzato da ISPO e TENA – il brand leader nel settore della gestione dell’incontinenza e delle perdite urinarie -, una ricerca che ha monitorato aspirazioni, desideri e pensieri femminili in materia di “Donne e autostima”, i cui risultati sono stati presentati a Milano alla presenza del Presidente ISPO Renato Mannheimer, della psicoterapeuta Irene Bozzi, della blogger Daniela ‘Dania’ Farnese e dell’urologo Massimo Perachino.

Il dato più interessante dell’inchiesta, condotta su un campione di 600 donne italiane tra i 25 e i 65 anni, riferisce che l’autostima femminile è condizionata non solo dalla sfera professionale, ma cresce e diventa più forte solo nel momento in cui alla soddisfazione in campo lavorativo si unisce la salute e il proprio benessere psicofisico. Non sorprenderà pertanto sapere che sono proprio le perdite urinarie il fattore di disagio maggiormente condizionante per l’autostima rosa, come ha affermato il 39% delle intervistate, un problema più sentito anche della menopausa.

Osservando i grafici riassuntivi dell’indagine si nota come a incidere maggiormente sul livello di autostima femminile sia in primo luogo l’ambiente familiare, seguito a brevissima distanza dalla sfera della salute, dalle relazioni sentimentali e dal lavoro. In penultima posizione troviamo le relazioni sociali, mentre il benessere economico occupa solo l’ultimo gradino nella scala di valori rosa.

Il livello di autostima è in ogni caso cresciuto notevolmente negli ultimi anni, tanto che una donna su due ha ammesso di avere un’altissima considerazione di sé, affermazione che appartiene prevalentemente alle donne tra i 25/34 anni e in possesso di un titolo di studio universitario.

Dando un’occhiata al dettaglio dei dati, emerge come la quasi totalità delle donne interpellate abbia affermato di attribuire al termine “autostima” un valore positivo, e come tra queste figurino soprattutto le residenti nelle Regioni del Nord Est e le pensionate.

Fonte: TENA