La crisi economica ha colpito molto duramente il settore lavorativo e ha fatto aumentare in modo consistente la disoccupazione femminile. Oggi, le donne che lavorano sono più del 60%, ma le retribuzioni sono più basse rispetto alla controparte maschile e per il popolo rosa il lavoro è sempre più precario.

La preoccupante situazione attuale viene fotografata da uno studio condotto di recente, basato sui dati del 2008 nel contesto del Comune di Ravenna e pensato per valutare il differente impatto che hanno sui due sessi le politiche di bilancio.

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È emerso che il tasso di disoccupazione femminile nella provincia presa in esame è salito da 2,9 al 4,6 per cento, e tra l’altro era in calo costante dal 2004, dunque non si tratta di certo di un dato positivo. In calo di conseguenza la percentuale delle donne che possiedono un posto di lavoro, che passa dal 66,8% del 2007 al 62,6% del 2008.

Ma in che settori si concentra l’occupazione femminile? Dallo studio viene evidenziato come questa si concentri maggiormente nei servizi (37,8%) e nell’industria (24,4%), con al seguito il commercio (17,5%) e il settore alberghiero e della ristorazione (9,8%). Si tratta di dati piuttosto differenti rispetto alla controparte maschile, che viene impiegata al 37,9% nell’industria, al 17,6% nei servizi, 13,1% nelle costruzioni, 12% nei trasporti e l’11,4% nel commercio.

Una situazione ad ogni modo peggiore per il popolo rosa, visto che non solo il tasso di disoccupazione maschile è sceso, ma le donne sono comunque maggiormente presenti nei settori caratterizzati da maggiore flessibilità, precarietà e retribuzioni più basse.