Il lavoro flessibile è nel futuro della maggior parte delle persone. Tra qualche anno l’orario di lavoro nove diciotto non esisterà quasi più, e si passerà progressivamente al telelavoro o, comunque, a una sempre più ampia libertà.

Si tratta di un’utopia? Che il lavoro flessibile sia nei sogni di molti lavoratori è abbastanza scontato, ma un recente sondaggio promosso da Vodafone nel Regno Unito fa ben sperare, affermando che ben il 70 per cento dei manager britannici sono favorevoli alla flessibilità, soprattutto se sono donne.

Quando si tratta solo di permettere ai dipendenti di lavorare da casa, o nel week-end, per avere minore rigidità sull’orario di lavoro durante la settimana, le donne manager sono molto più propense nel concedere maggiore libertà, ma a patto che non vi sia un sensibile calo della produttività.

Ma lavoro flessibile, stando a quanto hanno affermato i manager intervistati, significa anche recarsi in ufficio e svolgere dalla propria postazione alcune attività personali, come shopping online o prenotazioni di viaggi. Anche in questo caso se a capo dell’azienda è un’esponente del sesso femminile il dipendente può godere di maggiori privilegi, mentre regole decisamente più ferree sono stabilite dai boss di sesso maschile.

Il perché di questa disparità nel non ostacolare il lavoro flessibile risiede proprio nella maggiore solidarietà delle donne manager verso il personale femminile, con il quale condividono le medesime esigenze di conciliare lavoro e famiglia. Secondo Peter Kelly, direttore di Vodafone UK, i risultati del sondaggio dichiarano chiaramente come si evolverà il lavoro del futuro.

«Ciò che questa ricerca dimostra che un profondo cambiamento culturale è già iniziato. Per molte persone nel Regno Unito il modo di lavorare sta cambiando. I boss si stanno rendendo conto che le imprese di successo devono concentrarsi sui risultati, non su ciò che i dipendenti fanno fissi davanti alle loro scrivanie.»

Fonte: Newslite TV