È il mestiere più antico del mondo, la prostituzione, una risorsa lavorativa a cui purtroppo molte donne sono state costrette ad attingere dopo aver perso il posto di lavoro. Spinte dalla necessità di sopravvivere, dall’affitto da pagare, dai figli da mantenere a cui assicurare un futuro, diverse donne italiane che a causa della crisi economica dell’ultimo anno sono rimaste senza un impiego, e di conseguenza senza uno stipendio, hanno scelto la strada come soluzione per continuare a portare soldi a casa.

La notizia ci arriva dalle zone del Veneto, precisamente da Limena. Li mamme disperate si riversano ogni sera per prostituirsi, perché c’è meno concorrenza nella vendita del proprio corpo rispetto a centri più gradi quali Padova.

Tra loro c’è chi vive questa condizione lavorativa come una semplicissima fonte di guadagno, peraltro obbligata, senza sentirsi lesa nella dignità e senza cadere nello sconforto e nella depressione. Ma c’è anche chi si annienta, si chiude e soffre perché non riesce ad ambientarsi in un mondo che non le appartiene.

Ad accomunare tutte però c’è il senso del dovere e della responsabilità, verso i figli e, in particolar modo, la necessità di far fronte alle spese, e la volontà di garantire ai propri bambini un futuro migliore. Nessuna di loro ovviamente parla a casa di questa situazione, ed ognuna inventa lavori diversi per coprire la reale attività. C’è chi si finge barista, chi si improvvisa badante, chi trema al passaggio di ogni macchina per paura di poter essere vista da amici o parenti. Ma c’è anche chi, contro qualsiasi concezione del bene e dell’amore, viene accompagnata in strada dal proprio marito rimasto anche lui senza un impiego.